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Stop agli alloggi abusivi la Regione li “classifica”

L'assessore regionale Caner: “Obiettivo è la qualità dell’offerta e la lotta all’abusivismo”

Stop agli alloggi abusivi la Regione li “classifica”

Nuove norme sulle locazioni turistiche, settore in cui è molto impegnato soprattutto la costa del Delta del Po. Lo scopo è disciplinare il settore contro l’abusivismo.

Gli alloggi in locazione turistica, infatti, in Veneto sono più di 37mila. Si tratta di strutture ricettive non soggette a classificazione né a segnalazione certificata di inizio attività (Scia), senza la prestazione di servizi a favore degli ospiti durante il loro soggiorno. Per questo la giunta regionale, su relazione dell’assessore al turismo Federico Caner, ha licenziato una proposta legislativa che prevede nuove disposizioni in materia di ricettività turistica allo scopo di garantire la qualità dell’offerta anche nel segmento degli alloggi in locazione, sia la trasparenza del settore.

Chi affitta, infatti, ha attualmente solo obblighi di comunicazione alla Regione, riguardanti sia l’anagrafica della tipologia di alloggi, sia la movimentazione turistica. Il boom del loro numero è dovuto anche alla commercializzazione tramite i siti internet di prenotazione ricettiva, ma sconfina spesso nell’abusivismo e in forme di concorrenza sleale nei confronti di chi agisce correttamente.

“Innanzitutto – ha sottolineato l’assessore - gli alloggi in locazione turistica dovranno essere conformi alle prescrizioni urbanistiche, edilizie, igienico-sanitarie e alle norme per la sicurezza degli impianti. La qualità dell’offerta turistica in tutti i suoi segmenti deve essere garantita”.

Restano confermati tutti gli obblighi informativi necessari per consentire alla Regione di conoscere i dati statistici. Uno dei nuovi obblighi sarà invece quello di dotarsi di un codice identificativo dell’alloggio, assegnato dalla Regione, da esporre anche nei siti internet di prenotazione ricettiva, in base ad un regolamento che sarà adottato dalla giunta regionale dopo l’approvazione della legge. In questo modo i comuni saranno agevolati nelle funzioni di vigilanza sulle locazioni turistiche, compito che sarà ulteriormente facilitato anche dalla possibilità per la polizia locale di accedere telematicamente alla banca dati regionale del turismo.

“La Regione non vuole colpire questo segmento dell’offerta turistica diverso dall’offerta tradizionale – ha precisato Caner – ma intende contrastare la sacca importante delle strutture turistico-ricettive abusive. Dietro ai fenomeni di abusivismo ci sono vere e proprie organizzazioni che gestiscono migliaia di appartamenti, senza pagare tassa di soggiorno né comunicare la movimentazione turistica alle Questure e i dati statistici alla Regione. C’è poi anche l’evasione fiscale, ma è un problema che riguarda lo Stato. Sono previste sanzioni che possono arrivare, sommate, a 19mila euro, reiterabili se il destinatario non si mette in regola. Prima di intervenire ci siamo presi tempo perché le norme adottate in precedenza in questa materia dalla Regione Lombardia sono state impugnate dal governo. Abbiamo quindi apportato i necessari correttivi per evitare l’impugnazione delle nostre norme”.

Il Veneto è la prima regione turistica d’Italia con 19 milioni di arrivi e 70 milioni di presenze. In base ai dati 2017 le strutture ricettive soggette ad attività di rilevazione statistica e controllo amministrativo in Veneto sono più di 46mila, di cui 9mila soggette anche a classificazione: 3200 sono alberghi, 5000 le strutture complementari, 180 quelle all’aperto e oltre 900 gli agriturismi.

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