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Albarella

I custodi della tradizione agricola

I rappresentanti della Coldiretti si sono riuniti per il 17° anno consecutivo. In 200 pensionati per l’appuntamento che celebra il ruolo sociale e la memoria storica.

In 200 pensionati per l’annuale appuntamento che celebra il ruolo sociale e la memoria storica del lavoro agricolo. Custodi della tradizione contadina e rurale del Polesine, punti di riferimento per le nuove generazioni, i pensionati Coldiretti si sono riuniti ieri ad Albarella per l’annuale momento di preghiera e convivialità.

La giornata provinciale del pensionato, che si rinnova per il 17° anno consecutivo, è cominciata con la messa solenne celebrata dal vescovo della diocesi di Chioggia monsignor Adriano Tessarollo, con il parroco della chiesa di San Nicolao della Flue, don Lino Mazzocco. “Agricoltura significa custodire il creato - ha sottolineato il vescovo Tessarollo nella sua omelia, raccontando un aneddoto vissuto in prima persona in campagna - la terra è come una grande mensa che ci nutre, che serviamo e di cui ci serviamo a nostra volta. Ma l’eredità più grande che possiamo lasciare alle nuove generazioni è il senso della vita che in tanti anni di lavoro e sacrifici abbiamo imparato proprio grazie alla terra”.

Presenti i vertici di Coldiretti Rovigo e di Federpensionati Coldiretti nazionale, regionale e provinciale, nonché la dirigenza dell’isola di Albarella, che ogni anno accoglie i senior ed ospita l’atteso evento. Al termine della celebrazione il momento della preghiera del pensionato, letta dal presidente regionale e provinciale Marino Bianchi che ha poi lasciato la parola al presidente nazionale dei senior Coldiretti, Giorgio Grenzi: “La nostra associazione è l’unica ad aver firmato una convenzione a livello europeo per la salute dei senior - ha spiegato - che attraverso il focus su cibo, movimento e nuove tecnologie, favorisca l’autosufficienza degli Over 65, che in Europa sono 250 milioni, con una prospettiva di vita di ben vent’anni maggiore rispetto a quella dei nostri nonni che non va assolutamente ridotta”.

Federpensionati Coldiretti ha però a cuore anche il tema della sicurezza e dell’invecchiamento attivo, per il quale in Veneto c’è anche la legge regionale.

I pensionati coltivatori diretti rappresentano, infatti, una risorsa preziosa per la società civile, oltre che per l’agricoltura: “I nostri pensionati - ha concluso il presidente provinciale, Carlo Salvan - sono un punto di riferimento per le famiglie, sotto tutti gli aspetti. Questa giornata festeggia il loro ruolo e ne riconosce il prezioso contributo alla collettività”.

Dopo la cerimonia religiosa, i presenti hanno potuto godere di un momento conviviale all’Hotel Capo Nord per il pranzo a base di pesce, cui è seguito un pomeriggio di condivisione e svago.

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