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“Grave intromissione della Cisl”

Corbola servizi plurimi: “All’ultima riunione c’erano pure i sindacalisti della Cisl. In 22 anni di vita mai una vertenza o un licenziamento tra i soci”

“Grave intromissione della Cisl”

Non si è fatta attendere la replica da parte di Corbola Servizi Plurimi, la cooperativa sociale finita nel mirino della Fp Cisl per i rapporti con i propri soci lavoratori. A rispondere il cda della cooperativa che, rispetto alle parole di Franco Maisto e di Brenda Bergo della Fp Cisl “esprime stupore e disappunto per l’attacco violentissimo e senza precedenti che si ricordi nel Polesine, contro l’autonomia gestionale di una cooperativa sociale da parte di un sindacato”.

I due sindacalisti incaricati di recente dalla Cisl di Padova, non possono conoscere la storia di una cooperativa sociale polesana che dal 1996 ha dato lavoro e dignità a centinaia di persone molte delle quali appartenenti alle categorie deboli della società - spiega il consiglio di amministrazione presieduto da Fabio Biolcati - in 22 anni di vita, mai una vertenza e mai un licenziamento tra i soci; stipendi pagati regolarmente, contributi versati puntualmente, Tfr sempre erogato al termine del rapporto di lavoro. Il cda si interroga senza darsi una spiegazione plausibile sul comportamento della Fp Cisl che travalica in modo plateale i confini delle relazioni sindacali, per insinuarsi pericolosamente nei rapporti tra i soci e la cooperativa che sono disciplinati dallo statuto e dai regolamenti interni”.

“Forse l’inesperienza ha spinto i sindacalisti a condannare senza appello il comportamento della dirigenza della cooperativa, da sempre ispirato alla trasparenza e alla partecipazione dei soci secondo i principi cooperativistici, come testimoniato dai recenti incontri tra la direzione aziendale ed i singoli soci durante il mese di settembre” prosegue la nota del cda che “respinge con fermezza gli attacchi della Fp Cisl e smentisce categoricamente le accuse prive di ogni fondamento giuridico, di presunti abusi che sarebbero stati esercitati sui soci”.

Una a una, quindi, vengono “smontate” le accuse della Fp Cisl. “Tutti gli aumenti di capitale sociale sono stati proposti motivatamente negli anni e sottoscritti dai singoli soci, liberamente e senza alcuna costrizione e ciò è testimoniato dal fatto che nell’ultimo aumento, 37 soci non hanno aderito alla sottoscrizione senza che nessuno poi sia stato licenziato - premette il cda - le modalità di versamento del capitale sottoscritto, che rappresenta un credito della cooperativa nei confronti dei soci, sono diverse per ogni socio perché proporzionali alla base imponibile della busta paga e vanno da 50 euro circa per i livelli inferiori e i part time con stipendi netti fino a 900 euro, a 100 euro circa al mese, per i livelli superiori e tempi pieni con stipendi netti fino a 1.250 euro. Il versamento terminerà per tutti entro il 31 dicembre 2019”.

Secondo il cda “è totalmente falso che siano state trattenute somme non dovute sugli stipendi di coloro che non hanno sottoscritto l’aumento di capitale sociale”. “La Fp Cisl - prosegue la nota - è stata ampiamente informata nella riunione del 27 luglio 2018 sulla situazione aziendale e sulle decisioni che il cda avrebbe assunto, di cui è testimonianza il verbale firmato anche da Franco Maisto e da Brenda Bergo, ed il cui contenuto non lascia spazio a dubbi interpretativi compreso l’impegno anche della Fp Cisl a sostenere l’azienda in questa fase delicata della sua esistenza”.

La prossima assemblea dei soci che è la sede naturale delle decisioni più importanti per la cooperativa, e non certo le pagine dei giornali - aggiunge il cda - prevede alla presenza del notaio importanti modifiche allo statuto, nell’oggetto sociale, nella determinazione della quota minima di ammissione in qualità di socio, nell’adeguamento alle disposizioni in materia di imprese sociali. In questa sede i soci decideranno democraticamente se approvare o respingere le proposte in discussione e lo faranno liberi da ogni condizionamento esterno”.

“Il cda - infine - denuncia il gravissimo danno all’immagine che la campagna di stampa indiscriminata intrapresa dalla Cisl contro la cooperativa, sta generando proprio nel momento più delicato che coincide con la scadenza il prossimo 23 novembre, delle gare per la gestione delle case di riposo di Ariano nel Polesine e Taglio di Po. Oltre a manifestare la più netta censura si sta valutando anche di tutelare contro la Bergo e Maisto sia gli interessi aziendali che quelli dei dirigenti della cooperativa nelle sedi opportune”.

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