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Maltempo

Delta, venti a 111 km/h e il mar Adriatico si mangia la costa

A Rosolina Mare e Porto Tolle è allerta, a Scardovari l’acqua ha invaso gli argini, capannone scoperchiato a Polesine Camerini.

Le raffiche di vento sono arrivate a toccare i 111 chilometri orari sulla costa del Delta del Po e la mareggiata, a Rosolina Mare, come nella laguna di Caleri, o nella sacca di Scardovari è stata “cattivissima” come hanno commentato i bassopolesani a contatto con un’ondata di pioggia mista a vento di scirocco davvero preoccupanti. Se a Venezia e a Chioggia l’acqua alta ha raggiunto i 150 centimetri, anche le vie arginali lungo la sacca di Scardovari sono state schiaffeggiate dall’acqua.

A Rosolina Mare, i bagni sono stati allagati e il mare ha mangiato tutta la spiaggia. A Porto Tolle la marea ha fermato i pescatori. Il sindaco Roberto Pizzoli, nella serata di ieri ha diramato un comunicato anche via Facebook: “Dalle 22 il vento dovrebbe diminuire, stiamo monitorando gli argini in particolare nella Sacca di Scardovari, l'Aipo con la Polizia Idraulica e le ditte allertate, una squadra della Protezione Civile”. A Polesine Camerini risulta parzialmente scoperchiato un capannone, senza però gravi conseguenze.

La polizia locale è intervenuta in in via Risorgimento a Tolle dove i pali del telefono sono pericolanti. “Se non si riesce ad intervenire si chiuderà la strada - ha avvisato Pizzoli - a Polesine Camerini si è parzialmente scoperchiato un capannone ma tutto è sotto controllo”. Per il resto il vento ha spezzato rami e fatto cadere qualche cartello, ma fortunatamente non si sono segnalati particolari disagi. “Prestate attenzione - ha avvisato il sindaco di Porto Tolle - ma ripeto la situazione è costantemente monitorata”. Sempre da Porto Tolle, così come da Occhiobello e da altre zone del Polesine, ieri alcuni gruppi della Protezione Civile sono partiti per Belluno con un gruppo di otto volontari per mettersi a disposizione.

Da Occhiobello sono partiti per dare supporto nelle zone colpite dal maltempo: Maira Alessandri, Marcello Antonioli, Enrico Fabbri e Maurizio Raimondi. Hanno portato attrezzature come motoseghe e motopompe utili a intervenire a seconda delle necessità in una provincia in cui continuano le forti piogge. La squadra è stata subito indirizzata dal comitato di coordinamento dei soccorsi al territorio comunale di Cibiana di Cadore, dove i volontari si sono messi a disposizione del sindaco ricevendo l’incarico di monitorare eventuali frane.

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