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Porto Tolle

PizzolIi: “Onoriamo i Caduti rispettandoci”

Il sindaco Roberto Pizzoli ha guidato le celebrazioni del 4 Novembre a Santa Giulia

Siate sempre aperti al confronto costruttivo e al dialogo nel rispetto dei diritti e dei doveri. Non dimenticate mai che le parole diritti e doveri sono collegate strettamente: questo è il modo migliore per commemorare degnamente i nostri Caduti”. Sono le parole di Roberto Pizzoli, pronunciate domenica mattina scorsa per la commemorazione del 4 Novembre a Porto Tolle. Il primo cittadino ha guidato il raduno con le varie associazioni di combattenti e d’arma, le autorità del territorio, per una celebrazione che si è svolta a Santa Giulia. Insieme al sindaco l’assessore Federico Vendemmiati, nel corteo preceduto dalla Banda cittadina di Porto Viro che ha suonato durante la cerimonia molto partecipata. A celebrare la messa don Stefano Doria, il quale ha ricordato la sua esperienza in Africa dove la guerra è ancora presente in molti stati, ribadendo la distruzione che provoca tra le popolazioni.

Al termine della messa, il corteo è uscito per trovarsi di fronte al monumento dei Caduti ai piedi del quale è stata deposta una corona d’alloro, e il sindaco Pizzoli accanto al comandante dei Carabinieri della stazione di Porto Tolle, Pier Luigi Fratoni, ha reso onore ai Caduti. Nel suo discorso Pizzoli ha ricordato come si celebrasse la fine della Prima guerra mondiale, l’Unità d’Italia ma soprattutto “le forze armate, che nella nostra Repubblica sono dedicate alla sicurezza interna e alla ricerca della pace a livello internazionale”. “C’è una preziosa continuità nella vita delle forze armate - ha continuato il sindaco - la tradizione militare che si alimenta nella libertà, è fatta di ideali comuni. E’ scuola di comprensione reciproca e solidarietà per le giovani generazioni, che ne devono comprendere l’importanza, la nobilità e il valore politico e sociale”.

Quando rendiamo omaggio ai nostri Caduti non lo facciamo ai valori della guerra ma a quelli che esaltano la profonda umanità del sacrificio, dell’eroismo e della dedizione - ha proseguito Pizzoli - che sono perenni e comuni. Sappiamo di poter contare sulle forze armate il cui compito primario di difesa della patria si arricchisce di un alto impegno civile, volto a fronteggiare difficoltà che come quella naturali talora sconvolgenti, si abbattono sul Paese”.

Pizzoli poi parla della pace, come valore fondante della Costituzione italiana. “La pace deve nascere soprattutto dai nostri comportamenti quotidiani - le sue parole - noi tutti possiamo e dobbiamo essere fabbricanti di pace. Oggi nel nostro Paese si è radicata questa convinzione per cui sono più bravi, più furbi, da imitare coloro i quali non stanno alle regole, che col loro comportamento si sentono legittimate a fare qualunque cosa, impunemente, senza conseguenze. Farsi beffe delle leggi equivale a commettere una scorrettezza nei confronti di tutti gli altri, significa andare contro a quella pace che la Costituzione ci indica come la strada maestra per il benessere di tutti: chi l’ha scritta conosceva la guerra, perché l’ha vissuta”.
Il nostro comportamento - ha concluso Pizzoli - deve sempre andare nella direzione di difendere la dignità delle altre persone, aiutare chi è in difficoltà, aumentare le nostre conoscenze per costruire una società migliore di quella che ci hanno lasciato i nostri padri”.

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