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L’acquacoltura ora fa squadra

Nasce la "Rete Po di Levante". Il presidente Benetton: “L’auspicio è di poter gestire insieme il canale e le lagune Marinetta e Caleri”

L’acquacoltura ora fa squadra

Come annunciato in occasione dell’ultimo Tavolo Pesca tenutosi nel mese di settembre nel comune di Porto Viro, di concerto con il comune di Rosolina, si compatta il compartimento degli acquacoltori operanti nei due comuni dando vita alla rete d’imprese “Rete Po di Levante”. La serata, recentemente tenutasi al ristorante Paradello di Porto Levante in un clima conviviale, ha fatto da cornice alla presentazione di questo nuovo soggetto giuridico alla quale hanno presieduto l’assessore regionale Cristiano Corazzari, il vicesindaco di Porto Viro Doriano Mancin e i delegati delle associazioni, i quali hanno ribadito la loro disponibilità e volontà ad ascoltare le istanze del comparto ed a porle con determinazione nelle sedi preposte, sottolineando l’estrema importanza economica, strategica e sociale del settore per il territorio.

Eletti componenti del Comitato di gestione della neo-costituita “Rete Po di Levante” Stefano Benetton in qualità di presidente, Diego Crivellari vice-presidente, Adriano Garbi, Roberto Ferro e Patrizio Ruzza consiglieri. Benetton è intervenuto ribadendo che la “Rete” nasce al fine di portare avanti con voce univoca il tema della gestione della raccolta di novellame nelle aree nursery potenzialmente presenti nel territorio, evidenziando quanto sia importante il reperimento del seme di vongola verace per garantire la sopravvivenza del comparto. “E’ importante sottolineare - continua il presidente - che la ‘Rete’ è un organismo aperto a tutti gli operatori del settore delle Lagune di Caleri e Marinetta che attualmente raccoglie circa l’85% degli stessi, e si caratterizza per essere un soggetto aperto ed inclusivo che punta ad aggregare chiunque operi nei due comuni. Quel che si auspica è di poter gestire il Po di Levante dal punto di vista della vongola Ruditapes philippinarum, la cui raccolta deve essere regolamentata e gestita in accordo con i vari enti competenti ed in armonia con le altre importanti realtà commerciali operanti nel tratto d’interesse, in quanto la stessa asta di fiume costituisce un’importante via di navigazione. Ma anche per gestire tutte quelle criticità che possono interessare questo tratto finale del ramo del Po, come ad esempio gli scavi per permettere l’uscita delle navi del Cantiere Navale Visentin o le morie dovute a quantità eccezionali di acqua dolce”.

“Inoltre dovrebbe seguire una serie di opere di vivificazione dell’alveo del canale, fondamentale per la sopravvivenza dei molluschi all’interno della laguna di Marinetta - conclude Benetton - i primi incontri si sono rivelati essere molto incoraggianti rispetto alla volontà espressa da tutte le parti di risolvere il problema e garantire la coesistenza delle varie realtà produttiva, ora si sta redigendo in collaborazione con l’Università di Ferrara un ‘Piano di gestione’ del tratto di canale che prevede oltre che la raccolta del prodotto, la tutela dell’ambiente e dei fondali favorendo il naturale deflusso delle acque con beneficio anche per la navigabilità, tanto per citare alcuni aspetti. Il Piano costituirà la base per perseguire l’obiettivo prefissato”.

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