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“Scolo Cavana, problema dei privati”

Chiesto il parere del consorzio di Bonifica: “Il canale si sposta se i dirimpettai comprano il nuovo sedime”

“Scolo Cavana, problema dei privati”

Botta e risposta tra il consigliere comunale di minoranza Thomas Giacon e il sindaco Maura Veronese sulla vicenda legata allo scolo Cavana.

Giacon aveva definito il corso d’acqua uno “squallore a cielo aperto”, incolpando l’amministrazione comunale di “inadempienza” e spiegando come, nel 2015 e 2016, quando era sindaco, il comune si era accollato la spesa per un nuovo fossato a seguito di un esproprio bonario del terreno ad ovest dello scolo Cavana stesso.

“Proprio perché, ancora una volta, sembrava inverosimile che un ex sindaco, e un professionista, potesse esprimere un pensiero del genere, ho chiesto all’ingegnere idraulico Giancarlo Mantovani, direttore del consorzio di Bonifica Delta del Po, di intervenire sulla questione” le parole del sindaco Veronese.

“La mancanza di manutenzione dello scolo Cavana accanto al Villaggio Mimose in località Donada di Porto Viro è dovuta esclusivamente al fatto che alcuni fabbricati sono stati realizzati nella fascia di rispetto idraulica a distanze in qualche caso inferiori sicuramente alle norme e che sono state poi realizzate siepi, recinzioni, scale di accesso al piano superiore ed altri orpelli addirittura sul ciglio del canale che impediscono il passaggio dei mezzi d’opera per la manutenzione della sponda in palese violazione non solo al regolamento di Polizia idraulica” spiega in una nota Mantovani.

“Tutto quanto senza alcuna autorizzazione del Consorzio relativamente alle norme di Polizia idraulica che nel 1994 aveva invece comunicato alle ditte lottizzanti che le recinzioni avrebbero dovuto essere posizionate ad una distanza non inferiore ai 4 metri dal ciglio del canale - aggiunge - che comunque ogni opera nella fascia dei 10 metri doveva essere autorizzata come prevede il Regolamento di Polizia idraulica. Quindi la colpa non è solo degli attuali proprietari dei fabbricati in fregio al canale ma anche e soprattutto di chi ha lottizzato e costruito”.

“Stessa situazione era presente a valle di Borgo Mimose dove invece, con la collaborazione tra comune e consorzio, dopo la demolizione delle recinzioni e dei fabbricati abusivi che impedivano l’accesso, si è provveduto a sistemare le sponde del canale ridando dignità all’area” aggiunge il direttore del Consorzio.

La manutenzione nella sponda opposta al canale, peraltro, viene effettuata regolarmente. “Spendere soldi pubblici per ripristinare danni causati da privati mal consigliati che hanno realizzato opere in palese violazione alle norme significa sperpero di denaro pubblico, interessi privati in atti d’ufficio e distrazione di fondi - sottolinea Mantovani - per poter permettere la manutenzione dell’area ed il transito dei necessari mezzi d’opera è quindi indispensabile che i privati liberino per una fascia di 6 metri ogni impedimento in fregio al canale”.

“La soluzione di spostare il canale può essere perseguita solo se i privati si accolleranno le spese necessarie all'acquisto del nuovo sedime del canale ed allo scavo dello stesso - conclude - solo in tal caso gli enti pubblici potranno da parte loro impegnare risorse per migliorare la situazione e ridare dignità all'area. La situazione di degrado è già stata più volte discussa tra gli enti interessati che stanno valutando il modo migliore, e non quello populista e demagogico, per risolvere un problema più che ventennale causato da altri”.

A chiudere una riflessione del sindaco Veronese. “E’ sempre spiacevole dover replicare e lavorare in un clima di ‘alterco’ politico ma credo sia necessario che le informazioni siano per lo meno corrette - conclude - non è un problema la critica o la polemica, comprensibile da parte della minoranza e comunque inevitabile perché chi amministra sa che molte sono le difficoltà e spesso non tutto fila liscio. Per dovere di cronaca al cittadino, e per rispetto del lavoro e dell’impegno profuso per il bene della città, non posso permettere venga distorta la realtà, soprattutto da parte di coloro che hanno dato un pessimo esempio come amministratori”.

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