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Ambiente

“Mosche e puzza, la vivibilità peggiora per colpa dei polli”

L'analisi di Donata Fischetti Crivellari, residente a Taglio di Po e presidente della sezione di Rovigo Italia Nostra

Presentato l’impianto avicolo  da 345mila polli

“Pollina e mosche, mosche e pollina, sembra un mantra, una fetida cantilena che si ripete senza soluzione di continuità. E se ci aggiungiamo le mosche che invadono le case di Taglio di Po prossime agli allevamenti intensivi di polli, l’infelice quadro è servito”. Sono queste affermazioni di Donata Fischetti Crivellari, residente a Taglio di Po e presidente della sezione di Rovigo Italia Nostra.

Crivellari rincara la dose: “E’ di pubblico dominio ormai che anche a Taglio di Po, come a Porto Viro, Corbola, Ariano, Villadose e Lendinara, la vivibilità peggiora, in concomitanza con la fine dei cicli di allevamento dei milioni di polli che ormai popolano il territorio. Ad essa corrisponde un aumento della puzza, insomma, e mosche moleste che infastidiscono i cittadini e gli ospiti delle attività turistiche e di ristorazione, costringendo i proprietari a personali e costosi interventi di disinfestazione. La cronaca di questi giorni ci informa che a Taglio di Po è in itinere il progetto per un ulteriore ampliamento degli allevamenti presenti , con una densità di polli per metro quadrato di 19,5 capi e oltre. Praticamente un pollo sull'altro. L'ottica dei proprietari è sempre quella del rendimento massimo, oltre il sostenibilmente razionale”.

Prosegue la donna: “Certo che tutto questo è ancor più avvilente - incalza la Fischetti Crivellari - perché accade nel parco del Delta del Po, patrimonio Mab dell’Unesco, da cui si potrebbe lanciare un messaggio di sostenibilità e salubrità dei prodotti di questo territorio, ampliando l'offerta già presente, includendo anche gli allevamenti che non dovrebbero mai essere intensivi. I prodotti certificati sono ricercati, economicamente vantaggiosi anche per chi li produce, rispettano l'uomo e l'ambiente in cui vive. Oltretutto ha un senso realizzare nuovi allevamenti di polli in un Paese come l'Italia che soddisfa già la propria domanda al 108%? Servono all'esportazione verso l'estero? E a noi puzza e mosche”. La Fischetti conclude : “Credo che al sindaco di Taglio di Po vada dato il sostegno e la forza per opporsi ragionevolmente a nuovi allevamenti e che noi cittadini dobbiamo essere da pungolo per questo” afferma la signora.

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