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ASSOCIAZIONI

L’Integrazione non ha più una casa

I libri della biblioteca riposti negli scatoloni sono finiti in un magazzino. E ora i soci si autotassano

L'associazione Integrazione non ha più una casa

Barbara Braghin

PORTO VIRO - L’associazione Integrazione migranti non ha più una casa: scaduta la convenzione di tre anni, con il Comune, per l’utilizzo dell’ex scuola di Fornaci, ora il centro per stranieri ha trovato ospitalità in una sala, vicino alle Poste di Donada, dove però gli associati sono costretti ad autotassarsi per pagare l’affitto. “L’amministrazione, lo scorso anno, non ha accettato di rinnovare la convenzione per l’utilizzo delle ex scuole, anzi: ci ha inviato una lettera di sfratto”, racconta Kadri, di origine albanese, in Italia dal 1991 e a Porto Viro da 21 anni, presidente dell’associazione che conta 280 aderenti, di 30 diverse nazionalità.

“Dal Comune - dice - ci hanno detto che preferivano dedicare l’ex scuola alle attività con le persone disabili, ma sinceramente ad un anno di distanza non ho visto alcun cambiamento”. Se non quello per la sua associazione, che ha spostato le proprie attività a Donada. “Purtroppo non abbiamo alcuna sovvenzione dal Comune: i nostri 280 soci pagano una quota di 5 euro, e questo ci consente di mantenere le attività che facciamo”. Che sono molte, e dall’innegabile utilità sociale.

Quando erano a Fornaci, avevano realizzato addirittura una biblioteca, grazie ad alcuni libri donati dal Comune. Ora, per mancanza di spazio nella nuova sala, quella biblioteca… è finita negli scatoloni. “Tutti i libri sono stati riposti dentro agli scatoloni, così come la lavagna utilizzata per i corsi di lingua, le scacchiere del corso di scacchi ed altre cose. Tutto quanto è dentro ad un magazzino, che ci ha messo a disposizione un signore generoso”.

Ma chiaramente il grosso dell’attività dell’associazione si è fermata. Kadri, laureato in ingegneria meccanica e che ora lavora come autista di scuolabus a Rosolina, ricorda: “All’ex scuola di Fornaci organizzavamo corsi di lingua italiana per stranieri: erano circa 40 gli ‘studenti’, tutti lavoratori che al sabato frequentavano le lezioni, tenute da Luigi Flamini e Paola Angelini di Porto Viro e da Nicoletta Casarotto di Taglio di Po. Poi, facevamo corsi di lingua araba, seguito con interesse da bambini, e un corso di scacchi. Inoltre, organizzavamo, e per fortuna organizziamo ancora, corsi di educazione civica”

A Porto Viro sono circa 800 gli immigrati regolari residenti, in larga parte in case in affitto e con un lavoro. Alle attività dell’associazione partecipavano in 280, molti provenienti anche da altri paesi del Basso Polesine, da Loreo a Rosolina, ma pure da Porto Tolle. “Abbiamo anche aiutato molti stranieri a trovare lavoro qui, soprattutto le donne, impiegate come badanti”, rivendica Kadri aggiunge inoltre che aiutano le badanti, che fanno parte dell’associazione, a trovare qualche famiglia che ne ha bisogno. Insomma, un’associazione molto attiva e viva, la cui attività è finalizzata all’inserimento degli stranieri nel tessuto sociale e culturale italiano. Ma che da un anno è rimasta senza più una sede fissa dove operare.

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