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PORTO LEVANTE

La Finanza stanga tre pescatori

Erano nella laguna Marinetta: multati e sequestrata loro l’imbarcazione oltre al motore

Pescatori abusivi, stangata delle Fiamme gialle

PORTO LEVANTE (Porto Viro) - Primo sequestro dell’anno per la Guardia di finanza di Porto Levante: denunciati tre pescatori abusivi.

Proseguono i controlli della Guardia di finanza di Porto Levante volti a reprimere la pesca abusiva in acque non consentite delle lagune del Basso Polesine. Nel corso di una crociera istituzionale, le Fiamme gialle di Porto Levante sorprendevano tre pescatori abusivi che erano in attività di pesca nel canale di Porto Levante della laguna di Marinetta.

Essendo l’attività svolta in acque non consentite, sono state applicate le sanzioni previste.

I militari hanno così proceduto al sequestro amministrativo dell’unità da pesca, del motore fuoribordo, di vari attrezzi da pesca e pertinenze della barca utilizzati per l’attività illecita, oltre a circa 150 chilogrammi di vongole.

I molluschi illecitamente pescati sono stati rigettati in acque profonde lagunari libere, poiché vivo è facilmente deperibile, dopo la prescritta visita sanitaria del servizio veterinario di Rovigo.

Nel corso dell’attività è stato aperto un controllo in materia di lavoro nero in campo marittimo.

Non è il primo intervento da parte della Guardia di finanza di Porto Levante, visto che circa un anno fa aveva sequestrato metri e metri di reti utilizzate dai pescatori abusivi per fare incetta di specie.

La Provincia di Rovigo, peraltro, alcuni giorni fa ha deciso di autorizzarne la distruzione, anche in considerazione della difficoltà di continuare a custodire quelle grandi reti nella caserma di Porto Levante.

La vicenda risaliva al 3 gennaio 2019. Erano le 16.15 quando i finanzieri avevano notato quelle tre reti collocate in acqua. Attrezzi risultati completamente abusivi: erano infatti collocati in acqua senza alcun contrassegno riportante il numero identificativo della licenza di pesca professionale del pescatore che li aveva posati, e non risultavano inoltre segnalati in superficie con i galleggianti, come invece sarebbe previsto.

La Finanza aveva sequestrato tutte e tre le reti, che da allora erano custodite in caserma. Il comandante della sezione operativa navale di Porto Levante aveva chiesto alla Provincia di autorizzare la distruzione degli attrezzi sequestrati e, dopo la lunga procedura, è arrivato solo alcuni giorni fa l’ok da Palazzo Celio.

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