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PORTO TOLLE

Gli angeli degli anziani tornano in prima linea

Riprendono le attività di Auser e Anteas

Gli angeli degli anziani tornano in prima linea

La vicesindaco Silvana Mantovani con i president di Auser e Anteas

Il mondo del volontariato ha avuto il coraggio di rimettersi in gioco, anche a fronte delle disposizioni anti-coronavirus: Auser e Anteas, le due associazioni di volontariato impegnate nel supporto concreto e costante degli anziani portotollesi, sono tornate in attività dopo lo stop causato dall’emergenza sanitaria.

In apparenza il più semplice dei servizi, l'accompagnamento e il trasporto sociale aiutano le persone più anziane a spostarsi per le proprie esigenze – terapie in ospedale, visite ad un familiare - attraverso l’irrinunciabile partecipazione dei volontari. Si tratta di un'azione molto efficace di monitoraggio dei bisogni all'interno del contesto sociale e che aiuta le persone sole a non sentirsi abbandonate.

La Vicesindaco Silvana Mantovani: "Auser e Anteas non operano semplicemente per gli anziani, ma con gli anziani, per renderli protagonisti della soddisfazione dei loro bisogni. E’ importante sottolineare il loro coraggio nel rimettersi in attività, pur dovendo attenersi alle disposizioni in materia di prevenzione, specie perché gli utenti del servizio coincidono con le fasce a cui si deve maggiore protezione. Tanto di cappello a queste persone e alla loro voglia di essere attivi nel volontariato sociale".

Il presidente di Auser Ugo Mancin: "Siamo tornati operativi lo scorso 8 giugno e finora non abbiamo riscontrato disagi nella gestione del servizio. Si procede alla sanificazione del mezzo utilizzato alla fine di ogni viaggio, e si seguono le buone prassi di prevenzione per tutelare volontari e chi usufruisce del trasporto. Abbiamo già portato diverse persone a Rovigo, a Porto Viro, ad Adria, Padova, Santa Maria Maddalena e Ceregnano".

Il presidente di Anteas Alessandro Bertaglia: "La prima cosa che ho fatto è stato chiamare i volontari per chiedere la loro disponibilità nel riprendere i viaggi, e si sono dimostrati disponibili a condizione che venissero rispettate tutte le norme vigenti. Procediamo ad informare riguardo l’utilizzo di mascherine e igienizzanti chi richiede il trasporto, perché la collaborazione deve essere da parte di chi guida e degli utenti, dopotutto praticamente il 100% dei volontari è in pensione, rientrando tanto quanto gli utenti nelle cosiddette fasce fragili. Finora abbiamo già effettuato trasporti in provincia di Rovigo e a Mesola".

 

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