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EMERGENZA COVID 19

Pesca, ecco otto milioni di euro

La rimodulazione del piano finanziario per ristorare gli operatori dall’arresto temporaneo delle attività

Pesca, ecco otto milioni di euro

Pescatori in Laguna

Otto milioni di euro a sostegno delle 3.092 imprese ittiche del Veneto. Questa la misura della rimodulazione del piano finanziario di sostegno alla pesca che l’assessore regionale al primario, Giuseppe Pan, sta attuando per ristorare pescatori e acquacoltori dell’arresto temporaneo delle attività dovuto all’emergenza Covid, della conseguente crisi di liquidità e delle misure sanitarie che le imprese hanno dovuto adottare.

“A sostegno delle imprese della pesca e dell’acquacoltura delle coste venete – fa sapere l’assessore Giuseppe Pan - la Regione rimodula il piano finanziario del fondo comunitario Feamp, che per il Veneto vale oltre 45 milioni di euro, per metà di fonte comunitaria. L’importo che si intende stanziare a sostegno di questa fase emergenziale ammonta a otto milioni di euro, pari al 18% del budget complessivo della programmazione 2014-2020. Le misure interessate sono: arresto temporaneo pesca marittima, arresto temporaneo acque interne e acquacoltura”.

Il fondo di “emergenza” per la pesca sarà così ripartito, in base al fatturato fiscale sul mercato dei tre comparti: il 30% per le imprese ittiche che svolgono la loro attività nelle acque marittime e hanno subìto il fermo-pesca per Covid; il 30 per cento per l’arresto temporaneo delle imprese delle acque interne (lagune e foce del Po); il 40 per cento per le imprese che si dedicano all’acquacoltura (40%).

“Alla luce degli effetti causati dalla crisi Covid - anticipa l’assessore alla pesca - siamo già al lavoro sui criteri-guida del prossimo ciclo di programmazione del Fondo per gli affari marittimi e la pesca 2021-2027. Nell’auspicio che le risorse comunitarie per il settore siano confermate, le priorità per i 707 pescherecci della marineria veneta e per l’intero distretto economico della pesca, che occupa migliaia di persone e lavora in stretta connessione con le attività del agroalimentare e il turismo, sono la sostenibilità e la conservazione delle risorse biologiche marine, un’acquacoltura competitiva e sostenibile, la sicurezza alimentare, la prosperità delle comunità costiere e un sistema di governance dell’economia ‘blu’ che valorizzi la piccola pesca, il lavoro dell’uomo e il rapporto corretto con l’ambiente”.

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