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PESCA

“Impegno costante per l’oro del nostro Delta”

La risposta - a distanza - dell'assessore alla visita di Lorenzoni a Scardovari

Eccezionale moria di vongole: l'allarme di Coldiretti

27/08/2020 - 20:42

“Questa amministrazione ha investito negli anni milioni per la vivificazione delle lagune e in particolare per il comprensorio ittico del Delta del Po”. Lo ribadisce l’assessore regionale alla pesca, replicando a distanza alla visita del candidato presidente del centro sinistra ai pescatori di Scardovari.

“Agli interventi strutturali per oltre 3,2 milioni di euro - prosegue - di dragaggio dei fondali della rete di canali sublagunari posti in prossimità delle bocche a mare o di consolidamento manufatti idraulici che regolano gli scambi idrici tra laguna ed esterno eseguiti nella sacca di Scardovari, nella laguna di Barbamarco e in quella di Caleri, vanno aggiunti i contributi straordinari alle imprese e ai consorzi polesani dell’acquacoltura per mitigare le perdite causate dall’anomala morìa di vongole che si è verificata tra gennaio e marzo, nonché gli investimenti sui programmi per la promozione dei prodotti sui mercati nazionali e internazionali e a favore dei centri ittici. L’acquacoltura è il vero ‘oro’ del Delta e va valorizzato in ogni modo, soprattutto proteggendo l’habitat naturale”, ricorda l’assessore.

“La leva pubblica azionata in questa legislatura a sostegno delle imprese ittiche del Veneto – ricorda l’assessore - supera i 35 milioni di euro tra premi a fondo perduto, risorse per progetti di investimento e partecipazione a progetti europei di ricerca e innovazione, come Dory e Adri-Smartfish”.

“Un impegno che continua anche in questi giorni – annuncia il rappresentante della Giunta veneta – con l’ormai imminente pubblicazione sul Bur del bando che offrirà una ulteriore possibilità di ristoro alla flotta dei pescherecci veneti delle acque interne e lagunari, ai relativi centri ittici e alle imprese dell’acquacoltura penalizzate dall’emergenza Covid: è infatti in arrivo un bonus straordinario di un milione di euro, da assegnare alle imprese ittiche in proporzione al numero di barche e di operatori, a parziale ristoro dei danni subiti a causa del lockdown. L’attività dei circa 700 pescherecci della ‘flotta veneta’ e quella delle 1360 imprese di allevamento e acquacoltura nelle valli da pesca e nelle acque lagunari sono i due caposaldi dell’economia costiera del Veneto, che la Regione intende preservare e sostenere con determinazione”.

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