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La grande devozione dei fedeli per la Madonna di San Pasquale

Emozionante e partecipata messa dedicata alla Madonna di San Pasquale. Presente il sindaco

La grande devozione dei fedeli per la Madonna di San Pasquale

Continua la grande devozione per la Madonna di San Pasquale a Porto Viro. Nel tardo pomeriggio di domenica, infatti, dalle 18 sino a dopo le 19, si è celebrata la messa dedicata alla Madonna di San Pasquale.

Quest’anno, però, la celebrazione si è svolta nella chiesa di Taglio di Donada. Ad officiare il rito don Marino, affiancato da don Stefano, don Fabrizio e da don Gianantonio, parroco di Scalon. Come ogni anno, da tradizione, in molti hanno voluto partecipare, ma la celebrazione si è dovuta tenere in forma ridotta a causa delle norme restrittive per la pandemia. E’ stato comunque un momento emozionante e toccante.

Di solito, infatti, la messa si teneva all’aperto sulla piazza di San Pasquale, dove c’è una piccola chiesetta, in zona Contarina: lì si montava il palco e diverse volte è venuto il vescovo a celebrare per la Madonna di San Pasquale. Alla fine della celebrazione, si svolgeva una delle processioni più partecipate della città di Porto Viro, lungo via Trento, via Zara, per poi ritornare ancora in piazza di San Pasquale, dove avveniva la benedizione finale del celebrante.

La chiesetta di San Pasquale è un oratorio, che però è troppo piccolo per contenere tutti, quindi ci si è spostati. La devozione dei fedeli è grande: lì il parroco una volta a settimana va a celebrare la messa. L’oratorio fu costruito nella seconda metà del 1700.

Alla cerimonia sono intervenuti, tra le diverse presenze alla cerimonia, il sindaco di Porto Viro Maura Veronese, il comandante della polizia locale di Porto Viro Mario Mantovan e buona parte della comunità di Taglio di Donada. Al termine si è tenuto un piccolo rinfresco organizzato dal comitato parrocchiale.

“Ho avuto l’occasione e la possibilità di conoscere negli anni precedenti la comunità di Taglio di Donada per diversi motivi - ha detto don Marino - ho celebrato qui, alcuni parrocchiani erano di Ca’ Cappellino e della Mea, dove ho fatto il parroco. Poi in questa zona, quando ero in Caritas, insieme all’amministrazione comunale, abbiamo lavorato sul tema della povertà in genere. E’ la prima volta che vengo qui in maniera ufficiale per la festa di San Pasquale”.

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