you reporter

L’INTERVENTO

Ristoratori: "Abbiamo bisogno di lavorare"

"Ci siamo adeguati a quello che ci viene imposto, ma pranzo e poi asporto non bastano"

Ristoratori: "Abbiamo bisogno di lavorare"

03/12/2020 - 19:23

“Il momento per la ristorazione italiana è molto triste, ci stiamo adeguando come possiamo. Abbiamo bisogno di lavorare”. A pronunciare queste parole è Adriano Bersani, che insieme al fratello Michele e allo chef Alessandro Roncon, gestisce il ristorante Zafferano a Porto Viro, nel bel mezzo del Delta del Po, conosciuto e apprezzato da molti polesani.

Oltre all’attività del ristorante, Zafferano, prima dell’emergenza sanitaria, si occupava anche di organizzare catering per eventi, ricevimenti e feste private. Tutte che cose che a causa dell’emergenza sanitaria sono saltate. Ora, per via delle restrizioni in corso, rimane aperto solo a pranzo, mentre nel resto della giornata effettua consegne a domicilio o lavora per asporto.

“Stiamo attraversando un momento molto particolare – racconta Adriano Bersani - posso dire solo che ci stiamo limitando ad adeguarci a quello che ci viene imposto. Abbiamo bisogno di lavorare, dopo mesi di stop forzato, ma per il momento lavoriamo un po’ a mezzogiorno, con i pranzi, ma per il resto il mancato afflusso di persone si sta facendo sentire, essendo chiusi per forza alla sera. Tutti parlano del delivery, che va molto di moda, ma la verità è che non è mai decollato, almeno nelle nostre zone. Sì, qualche consegna la stiamo facendo ma bisogna capire anche che le persone non possono più organizzare eventi o feste quindi essendo a casa da soli non ordinano a domicilio. Anche l’asporto non basta a compensare quello che lavoravamo prima. Il momento non è felicissimo, anzi è molto triste per tutta la ristorazione italiana, non solo qui in Polesine”.

Secondo il gestore i ristori non hanno aiutato come dovevano tutti imprenditori italiani, commenta infatti: “Gli aiuti che sono arrivati sono assolutamente insufficienti. Semplicemente perché il perduto, il mancato incasso, è superiore a quanto abbiamo ricevuto. Sono stati dei contentini per farci stare zitti, ma stare zitti è impossibile. Le regole dovrebbero essere uguali per tutti altrimenti sono inutili. Noi ci eravamo organizzati per mantenere le distanze, con le sanificazioni e con tutto il resto, potevamo benissimo aprire in sicurezza. Chi non si è messo in regola risponderà per conto suo, ma lasciate lavorare chi si è adeguato. Io ho dovuto lasciare a casa metà del personale che si occupava del catering, perché eventi non se ne possono più fare. Tutti questi ragazzi sono stati costretti a trovarsi un altro lavoro, quasi nessuno nella ristorazione. Così tutto il settore ne risentirà”.

Infine uno sguardo al futuro: “Mi auguro davvero che tutte le persone contagiate possano guarire. Prima il virus svanirà e prima potremo tornare a lavorare come prima. Forse a dicembre ci daranno un po’ di tregua facendoci aprire anche alla sera, non lo sappiamo ancora. Spero che sarà possibile, ci sarebbe d’aiuto”.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

LE ALTRE NOTIZIE:



GLI SPECIALI

Tesori. Alla scoperta del territorio tra mare e lagune
speciali: TESORI tra fiumi terra e lagune

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Cambia le impostazioni sulla privacy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl