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PORTO VIRO

Coronavirus e crisi, il racconto: "Il fatturato si è dimezzato"

Centro massaggi in ginocchio: "Perché le parrucchiere sono aperte e noi no?"

Coronavirus e crisi, il racconto: "Il fatturato si è dimezzato"

Con la pandemia da Covid è stato penalizzato anche il centro massaggi “Amaninude grotta di sale”, dove si fanno trattamenti olistici e di pranoterapia. Una storia, purtroppo, comune a molti imprenditori e a molte realtà che stanno pagando un dazio molto pesante all’andamento dell’emergenza sanitaria, che si sta protraendo.

E’ un’attività aperta a dicembre 2019 il cui titolare è Devid Borsetti.

Una attività, quindi, che dopo i primi mesi di apertura ha immediatamente visto arrivare le prime chiusure, disposte dal Governo a inizio 2020 al manifestarsi dell’emergenza sanitaria.

Infatti dal 7 marzo al 18 maggio 2020 le serrande sono rimaste abbassate, in corrispondenza delprimo lockdown disposto la scorsa primavera.

“E’ stato un anno strano, nel corso del quale ho visto scendere il fatturato del 50 per cento in pochi mesi – dice Borsetti - Infatti nei mesi estivi ho lavorato poco rispetto al previsto. A settembre è andata meglio e fino a dicembre l’attività si è ripresa”.

A questo punto, tuttavia, sono scattate le nuove misure restrittive, alla luce della ripresa dell’emergenza sanitaria, con i numeri del contagio che hanno ricominciato a salute, imponendo le contromisure del caso.

“Poi - prosegue il resoconto dell’imprenditore - di nuovo crisi perché nel mese di dicembre, a parte i giorni festivi, sono rimasto chiuso, come richiesto dalle disposizioni prese a livello regionale, altri sette giorni. Insomma tra giorni festivi e giorni prefestivi non ho lavorato ed è stato un danno”.

Una situazione, come detto, diffusa ma non per questo meno grave o meno gravida di conseguenze per quanti si trovino a subirla.

“Se pensiamo - dice ancora l’imprenditore - che dalla vigilia di Natale all’Epifania l’attività è rimasta ferma per ben 11 giorni, ci rendiamo conto di quelle che possono essere le ricadute per l’ente”.

Borsetti dice che anche lui, come tutti, deve pagare l’affitto, e poi le bollette, pure in piena emergenza sanitaria.

“Se non avessi avuto un po’ di disponibilità avrei chiuso, perché con le entrate non si riusciva a coprire tutto – aggiunge - Non possiamo continuare a lavorare in questo modo, dobbiamo cercare di lavorare in sicurezza, su appuntamento e con una persona sola. Così si evitano contagi ed eventuali assembramenti”.

Poi, una riflessione su quelle che, secondo questa interpretazione, sarebbero disposizioni incoerenti, che creano disuguaglianze.

“Non capisco - chiude infatti questa accorata analisi - perché le attività della mia categoria siano chiuse e le parrucchiere siano, invece, aperte. Io lavoro con una persona sola e su appuntamento, le parrucchiere, invece, se hanno un salone grande possono stare anche in sei persone”.

Il titolare parla di perdita di fatturato e lamenta che il lavoro non è più costante. Una situazione, certo, comunque a molti e per tutti gravissima.

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