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PORTO TOLLE

“Sacca trattata come una discarica”

Il risultato della pulizia è agrodolce: “I pescatori dovrebbero tutelarla, e invece...”

“Sacca trattata come una discarica”

“Sacca Pulita”, il percorso di pulizie ambientali pianificato da Riccardo Mancin, referente per la regione Veneto e il Basso Polesine per Plastic Free Onlus, è stato organizzato domenica a Scardovari.

La prima tappa aveva visto come meta il ristorante Marina 70 e aveva visto circa 80 volontari accorsi. Per la seconda pulizia, patrocinata dal Comune di Porto Tolle, il ritrovo era presso il Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine di Scardovari e ha visto un centinaio di partecipanti giunti da tutto il Veneto per recuperare quanti più rifiuti possibili dalle sponde della laguna.

“Il meteo ci ha aiutato molto, la giornata di sole e il poco vento, oltre a temperature tutto sommato gradevoli, hanno reso il pomeriggio ancor più prezioso - afferma Mancin - Tanti bimbi entusiasti di raccogliere e portare via dalla spiaggia i frutti della inciviltà di ancora troppe persone; un gesto tanto bello quanto triste, perché a quella età non dovrebbero vedere certi scempi, ma di certo queste azioni servono per sensibilizzarli”.

Nutrita anche la presenza di referenti della onlus nazionale Plasti Free, ormai ben radicata sul territorio regionale e polesano.

“Stiamo crescendo in maniera esponenziale e sempre più sono i referenti che si candidano per seguire il proprio Comune, così come sempre più sono coloro che ci seguono sui social nei gruppi locali Plastic Free Veneto e Plastic Free Rovigo associandosi per dare il proprio contributo con azioni di questo tipo - prosegue Mancin - Non dimentichiamo che da quest'anno abbiamo avviato anche il progetto che ci vede entrare negli istituti scolastici per qualche ora di educazione ambientale, un progetto a cui teniamo particolarmente. Infine i protocolli di intesa con le amministrazioni e le bandiere Plastic Free, un riconoscimento per gli enti più virtuosi”.

Il bottino della pulizia è stato davvero notevole, circa 300 sacchi riempiti soprattutto con materiali di natura plastica.

“La Sacca è un luogo meraviglioso, magico - conclude amareggiato Mancin - Oggi abbiamo ridato un po’ di decoro a un piccolo tratto di questa laguna, martoriata da mareggiate che depositano sulle sponde quantità industriali di rifiuti. Un peccato che il 90% di essi sia proveniente dal mondo della pesca, che dovrebbe invece preservarla come risorsa primaria. Vedere però eternit, ingombranti, inerti fa capire come in molti l'abbiano scambiata per una discarica. In fondo lo è già. Non è possibile fare finta di nulla, noi tutti ci impegneremo, io per primo, per contrastare questo degrado a cui non possiamo assuefarci”.

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