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ARIANO NEL POLESINE

“Facciamo gli ultimi sacrifici”

L’appello del sindaco Luisa Beltrame e un grande grazie a tutti i volontari in campo

“Facciamo gli ultimi sacrifici”

In questi giorni di festa appena passati il sindaco di Ariano nel Polesine, Luisa Beltrame, rivolgendosi ai cittadini, ha spiegato che il sacrificio che viviamo attualmente è enorme, ma che la pazienza e la perseveranza e la fiducia sono le risposte migliori per possiamo dare a noi stessi e agli altri. Oltre che gli strumenti che ci consentiranno di uscire da questa difficile situazione. “Grazie a tutti i volontari delle associazioni locali per l’impegno e la collaborazione con l’amministrazione nell’obiettivo comune del bene della nostra intera comunità, e a quanti nel silenzio si adoperano con spirito di solidarietà – queste le parole del primo cittadino, che esordisce con un importante ringraziamento - E’ trascorso un anno e ci siamo trovati a ricordare la Santa Pasqua con le limitazioni che la pandemia ancora ci impone, senza poterci ritrovare insieme con le persone a noi care. Purtroppo non siamo ancora usciti da questa emergenza, stiamo vivendo ancora giorni scanditi da incertezza, dolore, ancora molti sono i contagi e le persone che ogni giorno muoiono. Questa situazione ci chiede ancora il sacrificio di fermarci che deve essere un impegno per il bene di ciascuno di noi e di rispetto per tutti”.

Beltrame ha precisato che questi giorni passati di Pasqua siano stati vissuti come “speranza”, perché la Pasqua rappresenta la sconfitta del male e la vittoria del bene, la rinascita della vita. “Oggi dopo un anno in cui viviamo nella paura, nell’incertezza, sospesi nelle nostre vite, possiamo vedere nella nostra strada, una luce di speranza con l’arrivo dei vaccini – aggiunge - Oggi, diversamente dallo scorso anno, vediamo una via per uscire da questo male, dobbiamo però avere ancora pazienza ed essere ligi e rispettosi delle prescrizioni, che ci devono accompagnare ancora in questo tempo. Un pensiero particolare giunga alle persone che faticano a sentire questa speranza per il dolore della perdita di un caro, o per essere colpiti dal male, a coloro che soffrono per le difficoltà economiche che il momento così prolungato sta aggravando, a coloro che sono provati da troppi giorni di solitudine ed isolamento, ai bambini e i giovani che non stanno frequentando la scuola e che vivono la frustrazione della mancanza di relazioni con gli amici”.

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