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Porto Viro

Un colosso da 30 posti di lavoro

Il progetto da sogno di Claudio Mancin: 700 posti a sede e anche un teatro al ristorante

Un colosso da 30 posti di lavoro

Il direttore amministrativo del ristornate La Fornace, Claudio Mancin, scrive al governatore della Regione, Luca Zaia, e al prefetto di Rovigo, Maddalena De Luca, una “supplica”, nella quale descrive l’andamento della sua attività, chiedendo di aiutare i ristoratori a non morire. Anche contro il fallimento aziendale. Il ristorante La Fornace fa parte di una società che è la “Detto Fatto srl” di Nerina Ruzza e Patrizia Gianella. “La nostra azienda opera nel settore della grande famiglia del turismo e si occupa di ristorazione, La Fornace ha 155 posti a sedere – dice Mancin - E’ aperta di sera e ci lavorano 22 persone. Nel 2019 abbiamo avuti ricavi per un milione 118mila 743 euro. Nel 2020 i ricavi sono stati di 654mila 121 euro”.

Precisa che per effetto del lockdown, l’attività è stata chiusa dal 9 marzo 2020 al 23 maggio 2020, cioè 75 giorni. E successivamente dal 26 ottobre 2020 al 31 dicembre 2020, cioè 65 giorni. E poi di nuovo dal 1° gennaio 2021 ad oggi. “Nel 2020 abbiamo ricevuto 40mila 128 euro di ristori. E dei ricavi del 2021 non riesce a fare una previsione – continua - Abbiamo risorse finanziarie per onorare gli interessi sui mutui fino al 25 marzo 2021, senza avere debiti con i fornitori. Ora però vogliamo andare avanti. Infatti, nel 2017, volendo affrontare le sfide del futuro, abbiamo ideato un progetto chiamato ‘La Fenice teatro con ristorazione’, che consiste nella costruzione di un locale”.

Questa struttura è in costruzione nella zona del Bacino, a Porto Viro. In passato c’era un locale che si chiamava Re Artù. Quindi, guardando con lungimiranza il futuro, Claudio Mancin, dice, che se tutto va bene, l’apertura è prevista per la fine di quest’anno. Si trova in 3 ettari di terreno dove ci sono 3 laghetti, un complesso di 1800 metri quadrati su due piani con 700 posti a sedere e un teatro all’interno dove verranno fatti spettacoli. Ci saranno posti di lavoro per più di 30 persone. Inoltre ci saranno efficientamento energetico, autoproduzione di energia elettrica per l’involucro edilizio in classe A; economia circolare per la gestione dei rifiuti messi a riserva e venduti al libero mercato, contribuendo la ‘Tari’ con la sola quota fissa, con notevoli vantaggi per l’ente pubblico ed importanti economie per la nostra azienda. Serra fotovoltaica per prodotti (ortaggi) a chilometro zero da produrre e consumare all’interno del locale; impianto di bambù gigante polmone verde in grado di purificare l’aria generando ossigeno e riducendo le emissioni di anidride carbonica.

Ad oggi, con ingenti investimenti, abbiamo realizzato circa l’80% del totale delle lavorazioni – precisa Claudio Mancin - Silavorazioni è determinata dai finanziamenti in corso, che a loro volta sono influenzati dai flussi finanziari generati dai ‘Ricavi di esercizio’, che ad oggi e per l’emergenza in corso, sono pari a zero. Ho chiesto al presidente Zaia e al prefetto De Luca, di creare interventi sospensivi o moratori, affinché alla società e alle 22 famiglie coinvolte, sia concesso almeno di sperare in un ultimo desiderio non fallire”.

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