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ESTRAZIONI E TERRITORIO

Un “no” compatto alle trivelle per il territorio

Parco e sindaci ufficializzano il ricorso contro il via libera alle trivelle: “Rischio subsidenza”

Un “no” compatto alle trivelle per il territorio

30/05/2021 - 11:00

“Abbiamo fatto una corsa contro il tempo, per depositare il ricorso al Tar del Lazio contro il decreto col quale i ministeri hanno dato l’ok per ricominciare con le trivellazioni in Alto Adriatico. Noi diciamo no sotto tutti i fronti. Per l’aspetto ambientale, con i siti marini e la biodiversità, per l’equilibrio naturale e ambientale che il Parco del Delta del Po rappresenta. Infine per scongiurare il fenomeno della subsidenza. Nel passato abbiamo già pagato un prezzo molto caro, perché tutti ben sappiamo che il Delta del Po è circa due metri sotto il livello del mare. Quindi, per mantenere viva quest’area, è necessario affrontare costi spaventosi per la salvaguardia della sicurezza idrogeologica. Se così non fosse il Delta del Po non ci sarebbe. Inoltre, siamo stanchi di pensare che dobbiamo usare i combustibili fossili per fare energia. Oggi più che mai il mondo si sta spostando verso il sostenibile e il rinnovabile e verso tutto ciò che non danneggia il nostro pianeta. Gli obiettivi a livello mondiale sono ben altri rispetto a quello di estrarre metano dal sottosuolo”: sono le parole del presidente dell’Ente Parco del Delta del Po, Moreno Gasparini, sindaco di Loreo.

Nella mattinata di ieri, al Centro visitatori del Parco regionale veneto del Delta del Po, di Porto Viro, si è svolta la conferenza stampa per illustrare il ricorso al Tar contro il decreto del Ministero della Transizione Ecologica e Cultura n. 116/2021. Sono intervenuti il presidente Moreno Gasparini, affiancato dai componenti del consiglio direttivo del Parco, tra cui Maura Veronese, sindaco del Comune di Porto Viro; Roberto Pizzoli, sindaco del Comune di Porto Tolle; Alessandro Faccioli, per la Regione Veneto. Inoltre hanno preso la parola anche il sindaco di Taglio di Po, Francesco Siviero; il sindaco di Rosolina, Franco Vitale; il sindaco di Ariano nel Polesine, Luisa Beltrame; il sindaco di Adria, Omar Barbierato.

Il territorio si unisce quindi contro le trivelle per scongiurare l’incubo della subsidenza. È stato formalizzato il testo del ricorso che verrà portato all’attenzione dei giudici del Tribunale amministrativo regionale, per tentare di bloccare le concessioni per l’estrazione di idrocarburi già approvate dal Ministero della Transizione Ecologica di concerto con il Ministero della Cultura. Sarà l’avvocato Bruno Barel del foro di Treviso, già consulente per la Regione e scelto per la lunga esperienza professionale, a rappresentare legalmente il territorio del Delta del Po. In particolare, in Bassopolesine a preoccupare è la piattaforma offshore denominata “Teodorico”, prevista al largo delle coste del Delta. Il progetto appartiene alla società australiana “Po Valley Operations”, e prevede non solo la piattaforma Teodorico, ma anche un collegamento sottomarino con l’esistente piattaforma Naomi Pandora sita davanti alla costa romagnola. Un progetto fortemente osteggiato da Parco e territorio.

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