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PORTO TOLLE

Sopralluogo al camino da 250 metri

Test in corso

Prove di verifica alla ciminiera dell’ex centrale Enel di Polesine Camerini, Porto Tolle. Nella mattinata di martedì 24 maggio, alcuni tecnici e rappresentanti della Human Company, società incaricata di seguire i lavori del cantiere dell’ex centrale Enel di Polesine Camerini, hanno effettuato un sopralluogo direttamente sul posto per verificare lo stato di conservazione della ciminiera per accertarsi della possibilità di mantenerla in piedi.

Si tratta della terza visita dall’inizio dell’anno all’ex centrale Enel di Porto Tolle dove questa volta l’attenzione era tutta rivolta alla grande ciminiera, che è la torre in calcestruzzo più alta d’Italia. Fino a un paio di decenni fa questa centrale-monumento provvedeva da sola al 10% dell’intera produzione italiana di energia elettrica. Quattro gruppi da 660 megawatt ciascuno hanno lavorato a pieno ritmo per un ventennio, dalla fondazione dell’impianto, nei primi anni ’80, all’inizio del nuovo millennio.

Il suo simbolo, svettante sul panorama piatto del Delta del Po, era la ciminiera di 250 metri, da cui uscivano nell’atmosfera i gas combusti: la più alta torre in Italia fra quelle costruite in calcestruzzo. La dismissione ufficiale è del 1° gennaio 2015, ma la centrale non produceva più energia elettrica dal 2009. L’Enel aveva tentato la strada della riconversione dell’impianto a carbone, negata nel 2011 dal ministero per lo Sviluppo economico, d’accordo con la Regione Veneto.

jA partecipare al sopralluogo, oltre al direttore tecnico Mario Raniolo di Human Company, il professor Renato Vitaliani di Padova, incaricato di valutare gli interventi sulla ciminiera. Per l’amministrazione comunale era presente il vicesindaco Silvana Mantovani che ha ringraziato per il costante coinvolgimento dell’amministrazione comunale. Scopo della visita è stato quello di valutare quali studi e quali interventi fare per valutare se è effettivamente possibile il mantenimento di una struttura sulla quale non veniva fatta manutenzione da quasi mezzo secolo. Ora si tratta di attendere i tempi tecnici necessari e presto si potrà conoscere il destino di uno dei simboli di archeologia industriale più riconoscibili del delta del Po.

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Commenti all'articolo

  • raffaello13

    25 Maggio 2022 - 18:55

    Centrale che andava adeguata alle necessita' nazipnali ed invece e' stata abbattuta follemente quando ci manca oltre meta' della Energia Elettrica prodotta con stabilta' di tensionexe frequenza alternata x tutto l anno, non le truffe inefficienti e moliardarie volute da speculatori e fessi.

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