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Duò: "Ora Porto Viro deve risvegliarsi"

Porto Viro

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Alessandro Duò

23/09/2016 - 08:00

Fino ad oggi sul “caso Porto Viro”, ovvero sulla caduta del sindaco Giacon e della sua giunta, hanno parlato i politici, i protagonisti in prima persona della vicenda. Nel settore economico, a esprimere il proprio parere è Alessandro Duò, che opera con le proprie imprese a Porto Viro ed è il presidente di ApiRovigo, l’associazione di categoria che proprio nel basso Polesine conta su di un numero particolarmente elevato di associati.



Anche se Duò non entra nel merito "politico" della vicenda "non ci interessa e non ci appartiene parteggiare per l’uno o per l’altro" sottolinea, secondo il presidente di Api Rovigo "quello che è successo è stato un bene per tutti. Anche per lo stesso Giacon che negli ultimi tempi mi era parso particolarmente sotto stress".



“Dal prossimo sindaco ci aspettiamo una riduzione della tassazione locale. Le imprese in questo momento sono vessate dalla pressione fiscale insopportabile, e anche a livello comunale qualcosa si può e si deve fare. Poi auspichiamo un ritorno a quella capacità di attrarre investimenti che è stata sempre uno dei fiori all’occhiello di Porto Viro, fino a farla diventare la vera ‘capitale’, se si può dire così, del Delta" chiede Duò.



E sulla questione delle dimissioni dei nove consiglieri comunali che ha fatto cadere Giacon, il presidente di Api Rovigo aggiunge: "Credo che abbiano messo davanti a sè l’interesse della comunità per cercare un reale rilancio della città. Di certo, dal loro punto di vista, hanno fatto un’azione coraggiosa ma anche una scelta impegnativa, in particolare quelli che provenivano dalla maggioranza. Di questo bisogna dare loro atto. Adesso avranno di fronte una sfida importante, che è quella di dare un seguito politico alle proprie dimissioni".



Ritornando all'ormai ex primo cittadino, secondo Duò "è stato vittima dell’inesperienza. E forse anche della sfortuna di avere trovato certi collaboratori invece di altri. Non voglio parlare di politici, ma anche solo limitandoci ai tecnici bisogna dire che non è stato baciato dalla buona sorte. Gli sono venute a mancare alcune figure chiave nella gestione della macchina comunale come il compianto geometra Antonio Lazzarin. Poi, un po’ alla volta, sono andati via l’ingegner Portieri e l’architetto Casazza. Erano persone di alto livello, con la giusta esperienza e che sapevano far funzionare al meglio la macchina comunale".



L'articolo completo in edicola nella Voce di venerdì 23 settembre

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