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Bologna-Mantovan: scoppia la polemica sul fascismo

Porto Viro

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Il municipio di Porto Viro

07/08/2017 - 10:00

Botta e risposta tra il segretario dell’Udc Cdu di Porto Viro, Paolo Bologna, e l’assessore di Porto Viro Valeria Mantovan sul tema del fascismo. Paolo Bologna attacca Valeria Mantovan, per alcune frasi sul ventennio pronunciate alla trasmissione Focus circa un mese fa. “Intendiamo rendere noto - afferma Bologna – che qualche tempo fa l’assessore del Comune di Porto Viro nel corso di un programma televisivo su di una rete locale, si è esibita in una dichiarazione alquanto discutibile sul fascismo”. Questa la frase incriminata: “Il fascismo avrà fatto degli errori per quanto riguarda la politica estera, ma ha fatto anche tanto del bene per degli italiani. Quindi prima di chiedere che l’apologia di fascismo sia condannata estremamente, io chiedo a questi signori che rinuncino a tutti i privilegi che il fascismo ha portato. Quando rinunceranno a questi privilegi avranno tutti il diritto di demonizzare il fascismo”.



“La Mantovan avrebbe poi elencato i privilegi dovuti a leggi fasciste e tra questi, la tredicesima, l’Inps, l’Inail ecc. - continua Bologna - Sorvoliamo per ovvie ragioni sulle inesattezze storiche uscite dalla bocca della Mantovan: probabilmente non ha studiato la storia del nostro Paese. Vogliamo solo ricordare che la tredicesima che tutti i lavoratori percepiscono, e che chi non lavora o non ha mai lavorato non può sapere, è stata istituita in due fasi, prima nel 1946 poi nel 1970. Anni in cui il fascismo non c’era più. Ma non è questo il punto”.



“Il fatto è che da semplice cittadina la Mantovan può sentirsi libera di dire tutte le castronerie che ritiene opportune e di definirsi anche fascista - conclude il segretario Udc Cdu - ma da assessore di un ente pubblico previsto dalla Costituzione, non le è permesso di sminuire i crimini commessi dal fascismo solo perché non conosce la storia. Si dice che la legge non ammette ignoranza. Ebbene, nemmeno la storia. A causa della gravità e della leggerezza con cui ha fatto le sue dichiarazioni, chiediamo alla Mantovan le scuse pubbliche”.



La risposta dell’assessore Valeria Mantovan non si fa certo attendere. “Mi stupisce apprendere che Bologna si sveglia dopo un mese e constatare che si sente urtato di cose che peraltro sono state dette in un contesto ben preciso e che, tolte dallo stesso contesto, assumono un significato molto diverso - afferma Mantovan - Mi sono limitata a raccontare fatti storici scritti sui libri di qualsiasi facoltà che si occupi di diritto, in particolare di diritto del lavoro. Allora anche i migliaia di studenti universitari di tutta Italia, che ogni anno assistono alle lezioni di diritto del lavoro, dovrebbero chiedere le scuse pubbliche dei professori e mettere al bando i libri che riportano le riforme in materia di lavoro durante gli anni ‘30?”.



“Mi sembra un’assurdità - continua l’assessore - Ho ribadito durante la trasmissione che è innegabile che il fascismo abbia fatto degli errori, ma altrettanto indiscutibile che molte regalie di cui tuttora ci serviamo provengono da quel periodo storico. Invito il presidente dell’Udc a farsi un ripasso generale di storia e di normative. La tredicesima infatti, che dapprima era una regalìa facoltativa, è stata resa obbligatoria e ufficializzata per volontà di Mussolini attraverso il Ccnl e precisamente con l’articolo 13. Non si tratta di elogiare il fascismo - continua l’assessore - ma di raccontare la storia così come realmente accaduta con i suoi lati migliori e peggiori. Resto ferma nel condannare il fascismo in termini di leggi razziali e politica estera, ma vorrei che si fosse meno faziosi nel raccontare la storia dell’Italia prima dell’arrivo della costituente. Vorrei ricordare a Bologna che anche la guida storica del Pci, Palmiro Togliatti, probabilmente molto più obiettivo di lui, ha riconosciuto in più occasioni che il fascismo aveva fatto anche cose buone”.



Il servizio sulla Voce del 7 agosto

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