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LA STORIA

Il Polesine perde i “suoi” aerei

Nessuno spazio: l’associazione “emigra” al di là del Po nel nuovo museo di Felonica.

Il Polesine perde i “suoi” aerei

Le operazioni di recupero di un aereo della seconda guerra mondiale nelle campagne polesane

L’associazione Aerei Perduti Polesine trova spazio al museo della seconda guerra mondiale del fiume Po. Dopo che in Polesine amministrazioni e privati non hanno dimostrato la volontà di concedere uno spazio idoneo alla sede dell’associazione che da anni si occupa dello studio e della ricerca di velivoli precipitati nel territorio, cercando di restituire al Polesine una pagina di storia, l’associazione Aerei Perduti Polesine è dovuta emigrare in Lombardia, anche se appena al di là del Po.

“Il museo della seconda guerra mondiale del fiume Po e l’Associazione Aerei Perduti Polesine - dicono dall’associazione - sono orgogliosi di comunicare l’ampliamento dello spazio museale di Felonica che, che ospiterà e renderà visibili al pubblico i reperti avio frutto di oltre 20 anni di ricerche e studi effettuati nel Nordest Italia da parte dell’associazione App. I nuovi spazi espositivi integreranno il già imponente percorso progettato e voluto dal direttore Simone Guidorzi attraverso l’esposizione di motori, di reperti aeronautici, effetti personali il tutto correlato da ampi e precisi pannelli descrittivi di ogni singolo evento”.

Tutto ciò - spiegano ancora dall’associazione - “è stato possibile dopo anni di dialogo e collaborazioni positive ed edificanti che hanno portato alla maturazione di un progetto complesso per raccogliere la narrazione degli eventi bellici che hanno interessato il bacino idrografico del Po, dalla provincia di Mantova sino al Delta”.

“L’idea di contribuire con tutto il nostro materiale avio ad una espansione del museo stesso che già contiene al suo interno reperti di grande importanza per la comprensione di quella che fu la guerra nel nostro territorio non sarebbe stata possibile se non avesse incontrato la disponibilità e l’apertura della struttura stessa - spiega Luca Milan, presidente dell’associazione Aerei Perduti - se il museo di Felonica ripropone con accuratezza e grande competenza storica il conflitto combattuto soprattutto tra le truppe di terra, noi di Aerei Perduti vogliamo offrire la visione altra, di quella che fu la guerra aerea. Ad unirci è anche il grande fiume, che per noi ha un valore antropologico e storico fondamentale, esattamente come la Po Valley che fu scenario primo ed ultimo del conflitto mondiale in Italia”.

La nuova area espositiva inoltre conterrà pezzi unici, ancorati ad una accurata ricostruzione storica che permette di unire alla componente tecnico-meccanica esposta quella umana, troppo spesso dimenticata, dato che le guerre spesso vengono ridotte ad indagini che esaltano i numeri ed i grandi eventi, ma non sempre raccontano il dramma singolo di chi le ha vissute.

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