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Dalle Officine, “un aiuto a chi aiuta”

Il progetto pensato a sostegno delle famiglie in cui è presente un malato di Alzheimer.

Dalle Officine, “un aiuto a chi aiuta”

La presentazione del progetto.

Ad aprire il percorso pensato da Officine Sociali aps “Una aiuto a chi Aiuta” rivolto alle cosiddette Famiglie Alzheimer è stato l’incontro con Eleonora Contiero neuropsicologa e coordinatrice dei Centri Sollievo di Ariano nel Polesine, Porto Tolle, Rosolina e Taglio di Po insieme a Serena Sabatini, psicologa ricercatrice dell’Università di Nottingham nel Regno Unito che hanno parlato di questa malattia, delle sue conseguenze e di come comportarsi per contenerle soprattutto nelle prime fasi. Erano davvero tanti i volontari, ma anche i semplici famigliari che nel loro ruolo di “caregivers”, ossia coloro che si occupano del benessere del proprio caro affetto da demenza, hanno partecipato al primo incontro che si è tenuto nell’auditorium Sant’Antonio di Rosolina.

“Abbiamo pensato ad un calendario di quattro incontri per sostenere le famiglie nel proprio impegno di cura – ha detto in apertura la presidente di Officine Sociali, Marinella Mantovani -. Si tratta di una serie di appuntamenti creati per cercare di rispondere al bisogno di conoscenza delle famiglie che si trovano ad affrontare questa malattia di cui si conosce la fine, ma non una soluzione. Stare vicino a questi nuclei famigliari è la nostra missione”.

Un’iniziativa che non sarebbe stata resa possibile senza la disponibilità del Comune di Rosolina che ha immediatamente accolto la proposta mettendo a disposizione l’auditorium Sant’Antonio e del Centro servizio volontariato di Padova e Rovigo dato che questa iniziativa è realizzata nell’ambito della coprogettazione “Insieme si può”. “Grazie soprattutto ai volontari che sono qui, perché ogni occasione di formazione è motivo di crescita personale e ci permette di svolgere al meglio il nostro servizio” ha sottolineato Mantovani.

“Quando la presidente di Officine Sociali mi ha contattato non abbiamo esitato a dire di sì ed accogliere questa iniziativa – ha commentato il sindaco, Michele Grossato -. La fragilità che porta con sé questa malattia è tanta, purtroppo i caregivers sono in aumento e c’è bisogno di supporto. Le occasioni di confronto e formazione diventano quindi una bella opportunità da cogliere. Grazie ad Officine Sociali, pertanto, ai volontari dell’Auser il Melograno che si occupano della logistica e voi che avete deciso di fare un percorso di formazione di questo tipo”.

Gli incontri sono continuati con il secondo appuntamento di giovedì 8 giugno con il fisioterapista osteopata Paolo Prandini che ha relazionato su “Mobilitazione e movimento”: igiene personale e alimentazione nella pratica quotidiana con l’anziano malato. Il via all’incontro è stato dato alle 15, sempre nell’auditorium Sant’Antonio di Rosolina.

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