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ceregnano
21.01.2024 - 07:00
Il consiglio comunale di Ceregnano, per trattare il caso biometano.
La seduta del consiglio comunale, straordinariamente aperto al pubblico, svoltosi venerdì 19 gennaio a Ceregnano ha richiamato una forte partecipazione. Unico punto all’ordine del giorno il progetto di realizzazione di un impianto di produzione di biometano da frazione organica di rifiuti solidi urbani (Forsu), residui verdi, fanghi e sottoprodotti agroindustriali.
Il progetto, da 51mila euro, fin dalla sua presentazione a luglio 2023 ha suscitato l’allarme di parte della popolazione. Numerosi gli effetti collaterali negativi prospettati dalla minoranza, dalla Rete dei Comitati Polesani e dalla Pro loco che ha effettuato una raccolta firme, fin qui 550, per impedirne l’insediamento. Il sindaco Egisto Marchetti, moderatore degli interventi: primo ospite, da remoto, Luigi Rossetti padre dell’amministratore della ditta Silver Green Srl, Alice Rossetti, che ha proposto la realizzazione dell’impianto.
Una società nata a febbraio ad hoc, con capitale 10mila euro, un progetto che verrebbe finanziato da un fondo internazionale. Il terreno sarebbe già stato acquistato dalla famiglia Ferrati di Pezzoli. Rossetti ha cercato di illustrare brevemente la bontà del progetto. A seguire l’intervento di Lorenzo Favaro, Università di Padova; attraverso l’uso di slides ha condotto una breve lezione riguardante l’importanza dei batteri, fondamentali per l’esistenza dell’uomo giungendo a spiegare che nell’impianto si andrebbe a riprodurre il rumine delle vacche: una bio raffineria, una digestione anaerobica, attraverso la quale la sostanza organica viene degradata e trasformata in biogas; purificazione o upgrading, che elimina gas e impurità come l'azoto, l'ammoniaca, l'anidride carbonica, per poterlo così immettere nella rete del gas naturale; stoccaggio e commercializzazione). L’intento è quello di progettare prodotti che si possano riciclare.
Il presidente Legambiente Veneto, Luigi Lazzaro, ha espresso il suo parere favorevole purché l’impianto sia fatto bene. Vanno, però, controllati gli effetti come le emissioni odorigene, l’ingresso dei materiali e filiera di approvvigionamento e la destinazione dei prodotti. Lanfranco Donantoni dell’Associazione Regionale Allevatori del Veneto ha sottolineato l’importanza di verificarne l’impatto sul traffico, sulle emissioni in acqua e al suolo nonché prestare attenzione la manutenzione. “Nel caso fosse realizzato - ha ricordato - l’amministrazione avrebbe diritto alla compensazione in termini di servizi”.
Il presidente della Pro loco Ruben Sagradin ha espresso il deciso no alla realizzazione non per l’impianto in sé ma perché sul territorio e nei dintorni sussistono criticità ambientali che già ne minano la salubrità e il fragile equilibrio. Concludendo con un: “Questo impianto non s’ha da fare!”. Nel presentare Vanni Destro della Rete dei Comitati Polesani, il sindaco ha suscitato il dissenso della platea: “Dove sono le competenze ambientaliste? Non le ho trovate nel curriculum”. Destro impassibile ha ricordato che il Polesine è già la 14esima zona più inquinata d’Europa, se l’impianto dovesse ottenere l’autorizzazione dalla Provincia la decisione verrà impugnata nelle sedi opportune perché questo tipo di impianto è, di fatto, una discarica”.
Sattin, progettista dell’impianto, ne ha illustrato le caratteristiche. Sattin ha evidenziato che il trasporto del materiale prima e dei prodotti poi è consentito dalla legge ambientale e definito: “neutro”; le emissioni odorigene si esauriranno nel raggio di 500mt dall’impianto e l’emissione della Co2 sarà addirittura negativa. Sono intervenuti poi i membri della Giunta a sostegno della realizzazione mentre per la minoranza, Laura Scaroni con il suo intervento contrario alla fattibilità, attraverso una dettagliata motivazione, ha suscitato un applauso lunghissimo.
Sono intervenuti anche Baldo, Stoppa e l’ex sindaco Ivan Dall’Ara che sommessamente ha chiesto al sindaco di ritirare il parere favorevole che, seppure non decisivo ai fini dell’autorizzazione, ha comunque una forte valenza politica che disattende la volontà di molti cittadini che lo hanno votato. Il sindaco, infine, intorno alla mezzanotte ha risposto alle diverse questioni senza, tuttavia, cambiare la decisione favorevole già espressa.
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