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Politica
21.01.2024 - 07:30
Il monumento a Carlo Chiarato all'inizio di via del Cimitero
Nell’imminenza della “Giornata della memoria” del 27 gennaio e nella vicinanza del “Giorno del ricordo” del 10 febbraio si accende una polemica che potrebbe dividere in profondità la comunità adriese, riapprendo ferite politiche e ideologiche del passato che ancora non sono pienamente cicatrizzate. Nei giorni scorsi, a sorpresa e nel silenzio più assoluto, la giunta comunale ha deciso di intitolare l’attuale viale del Cimitero in via “Martiri delle Foibe”. Inoltre è prevista l’installazione di un cippo a ricordo di quelle vittime, anche se al momento non è ben chiara la collocazione se all’inizio della strada all’intersezione con via Peschiera, o a ridosso dell’ingresso del cimitero.
Dopo qualche giorno di riflessione e attenta valutazione, arriva la posizione di netta contrarietà da parte dell’Anpi, non tanto per la decisione dell’intitolazione ma per la scelta del luogo. Così l’associazione adriese dei partigiani, guidata da Corrado Franzoso, ha inviato una lettera al sindaco Massimo Barbujani e per conoscenza al prefetto Clemente Di Nuzzo.
“Abbiamo preso visione – scrive l’Anpi - della delibera del 17 gennaio scorso avente per oggetto ‘Intitolazione della strada della città di Adria denominata via del Cimitero rinominandola e dedicandola ai ‘Martiri delle Foibe’. Esprimiamo da subito la nostra più ferma contrarietà se verrà confermata, senza opportune modifiche, la sua realizzazione. Evidenziamo e la informiamo che nella nostra storia associativa non c'è stata e non c’è contrarietà pregiudiziale affinché nel nostro territorio comunale vi sia anche una dedicazione toponomastica ai Martiri delle Foibe e dell'esodo Giuliano Dalmata. Infatti è doveroso e utile ricordare che la nostra città è stata tra i primi comuni italiani a collocare in via Carlo Bocchi, nel cuore della cittadella studentesca, una lapide marmorea in ricordo alle vittime delle foibe, in ossequio alle disposizioni della Legge 30 marzo 2004 n.92 che ha istituito il 10 febbraio di ogni anno la ‘Giornata del ricordo’: l’Anpi approvò quella scelta dell'allora amministrazione comunale di centro-sinistra”.
La lettera inviata a Bobo prosegue ricordando che “nella primavera scorsa uno degli impegni importanti in base ai quali ha chiesto il consenso ai suoi concittadini è stato quello di garantire la partecipazione e la condivisione della comunità nel suo insieme affinché le scelte favorissero un clima di positiva convivenza fra le persone e il rispetto e valorizzazione delle loro sensibilità. Questo sicuramente purtroppo non è avvenuto con l'adozione della delibera sopracitata, venendo meno a un impegno elettorale da lei espresso: pertanto ora chiediamo che la nostra richiesta venga accolta”.
E ancora: “Per le ragioni espresse e l’urgenza che riteniamo indispensabile per intervenire sulla questione, chiediamo un incontro urgente per rappresentarle non solo la nostra contrarietà all’attuazione della delibera in questione ma, anche per avere ulteriori chiarimenti e formularle proposte di diversa collocazione e intitolazione. Nella delibera viene citato testualmente di ‘provvedere al posizionamento sul prospiciente spazio pubblico all'ingresso di un apposito ceppo dedicato alla memoria dei Martiri delle Foibe’ e questo nuovo cippo verrebbe collocato in maniera attigua rispetto a dove è collocato il monumento che ricorda il luogo dove è stato assassinato dai fascisti il giovane cattolico antifascista adriese Carlo Chiarato. Questa scelta – secondo l’Anpi - rischia di creare confusione fra due tragiche ma diversissime tragedie del secolo scorso che sono e devono rimanere distinte perché diverse e incommensurabili tra di loro da più punti di vista. Quando venne inaugurato il monumento a Carlo Chiarato (1963, ndr) la giunta di allora non gli dedicò consapevolmente la strada del cimitero. Riteniamo, con la stessa convinzione di allora, che il cimitero e il suo viale rappresentino per tutti gli adriesi la tradizione secolare dell’unità di tutta la comunità e l'univocità di quel luogo sacro in cui si riconoscono la loro comune ed intima identità, di tutti, verso i loro defunti”.
A questo punto l’Anpi suggerisce che una possibile soluzione alternativa potrebbe essere il piazzale, attualmente senza nome, adiacente via Aldo Moro, di fronte all’ingresso dell’alberghiero Cipriani, nella zona centrale del nuovo polo scolastico cittadino. Inoltre l’associazione auspica “un'eventuale opera di valutazione, consultazione e mediazione da parte del prefetto”.
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