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Adria
27.02.2025 - 09:29
Più passano i giorni, più si fa ingarbugliata la questione relativa all’area verde di via Chieppara a ridosso delle Case rosse, area nella quale dovrebbe sorgere un supermercato.
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La questione è stata affrontata nel consiglio comunale di lunedì, dove era in approvazione la costituzione di una commissione consiliare temporanea proposta dal sindaco Massimo Barbujani per approfondire la problematica dell’atto d’obbligo tra il comune e Ater su un pezzo di terreno di quell’area.
Partendo dalla fine di quanto accaduto a Palazzo Tassoni, quando era già scoccata la mezzanotte da una decina di minuti, l’aula ha rinviato la costituzione della commissione con 10 voti: a favore la maggioranza (Bobosindaco, Lega e il Cantiere); due astensioni (Fortunato Sandri della lista civica Bobosindaco e presidente del consiglio) più Simone Ceccarello (FdI). Mentre Enrico Bonato (Ibc) e Giorgio Zanellato (Pd) hanno abbandonato l’aula. Assenti Sandra Passadore (FdI), uscita poco prima, quindi Lamberto Cavallari (Cavallari2.0) e Sandra Moda (Ibc) assenti fin dall’inizio.
La proposta di rinvio è stata avanzata da Zanellato, rilevando nella delibera alcuni aspetti amministrativo/legali che rischierebbero di inficiare la legittimità dell’atto. Proposta subito accolta in toto, e con non poca sorpresa, dalla capogruppo della Lega Emanuela Beltrame. Al momento del voto, tuttavia, l’esponente Pd non ha partecipato perché non è stata accolta la propria proposta che la commissione dovrebbe affrontare tutta la problematica relativa all’area, non solo la questione dell’atto d’obbligo.
La grossa sorpresa è arrivata con l’intervento iniziale dell’assessore all’urbanistica Giorgio Crepaldi per informare l’aula che “il 17 febbraio scorso Ater ha notificato al Comune quello che è il ricorso al Tar che impugna un atto amministrativo del comune. Ciò che impugna Ater non è tanto il famoso atto d’obbligo del 2009, ma la comunicazione a firma del sindaco e del segretario del 18 dicembre scorso”.
In tale comunicazione, in sostanza, il Comune ribadisce la validità ancora in essere dell’atto d’obbligo su una parte di quel terreno, sul quale Ater si era impegnata a costruire entro 3 anni 16 nuovi alloggi. Gli alloggi non sono stati costruiti, ma quell’atto ha validità 25 di anni, quindi va in scadenza nel 2034.
“L’azione giuridica proposta da Ater - osserva Crepaldi - possiamo dire che è strana, forse anomala, di sicuro particolare, quindi deve essere valutata nella sua interezza e dal punto di vista tecnico perché Ater impugna semplicemente una comunicazione del sindaco e del segretario: ne chiede l’annullamento. Ora resta da capire quale possa essere l’effetto giuridico in senso stretto dell’annullamento di questa comunicazione: se ne può fare una valutazione futura, nel senso che il Tar potrà dire che l’annullamento di questa lettera va bene, l’annullo perché è illegittima piuttosto che altro, ma non va a incidere direttamente sull’atto d’obbligo, perché l’oggetto del ricorso non è l’atto d’obbligo in sé, ma la comunicazione del sindaco”.
Prosegue l’assessore: “Il Tar potrebbe però scendere nel merito e dire sì, ritengo la comunicazione inefficace, perché il suo contenuto non è giuridicamente corretto. E’ per questo che è anomalo, quantomeno, questo ricorso perché lascia molto a margine quella che potrebbe essere la risposta di Ater. Un conto è dire ti revoco questa comunicazione, va bene, ma senza efficacia sull’atto d’obbligo”.
A questo punto Crepaldi ha puntualizzato che “Ater ha notificato al Comune il ricorso, adesso ha 30 giorni per iscriverlo a ruolo, poi avviare quello che sarà il processo avanti al tribunale amministrativo: al momento non mi risulta che abbia ancora iscritto a ruolo il ricorso. Ovviamente adesso per il Comune ci sono valutazioni anche tecniche da fare”.
Chiamato in causa, durante il dibattito, il sindaco Barbujani ha dichiarato: “Preferisco parlare il meno possibile, soprattutto in consiglio comunale”. Adesso si attende il prossimo round tra una quindicina di giorni.
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