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CASTELGUGLIELMO

“Fondi Covid, realtà mistificata”

“Fatti investimenti per 1,2 milioni”. Contestata anche la scelta di restituire i 96mila euro a rate

“Fondi Covid, realtà mistificata”

“Fatti investimenti per 1,2 milioni”. Contestata anche la scelta di restituire i 96mila euro a rate

Fondi Covid, scontro politico a Castelguglielmo. La minoranza al sindaco: “Ricostruzione superficiale. Così si mistifica la realtà”.

E’ una presa di posizione netta e senza sconti quella della minoranza consiliare Uniti per Castelguglielmo, che replica duramente alle accuse del sindaco sulla mancata spesa di 96.354 euro di fondi Covid relativi al biennio 2020-2021, oggi da restituire allo Stato. Secondo l’opposizione, la narrazione proposta dal primo cittadino è “semplicistica, strumentale e scollegata dalla reale complessità amministrativa”, e rischia di trasformarsi in un’operazione di scarico di responsabilità sulla precedente amministrazione guidata da Maurizio Passerini. Amministrazione che - ricordano i consiglieri - ha investito oltre un milione e 283mila euro in opere pubbliche e servizi, senza generare nuovo debito per il Comune.

Nel dettaglio, la minoranza respinge con forza l’idea che si sia trattato di una semplice “mancata volontà di spesa”. I fondi Covid, spiegano, erano sottoposti a vincoli stringenti e procedure complesse, che richiedevano figure professionali dedicate. In quegli anni il Comune doveva fare i conti con una forte instabilità del personale: l’assistente sociale operava tramite cooperativa ed era soggetta a continui avvicendamenti, mentre si sono registrati tre pensionamenti e ulteriori cambi di personale. A questo si aggiungeva una situazione finanziaria già critica, aggravata da debiti pregressi e dall’impossibilità di accendere nuovi mutui per diversi anni. Un contesto che rendeva estremamente difficile sostenere i costi strutturali e organizzativi necessari per attivare correttamente le misure previste dai fondi Covid. “Ridurre tutto a una gestione inefficace - afferma la minoranza - significa fornire ai cittadini una lettura parziale e fuorviante dei fatti”.

Altro punto controverso riguarda la decisione dell’attuale amministrazione di restituire le somme allo Stato in modo rateizzato. Trattandosi di fondi già accantonati e mai utilizzati, l’opposizione solleva una domanda diretta: perché trattenerli per anni nelle casse comunali invece di procedere a una restituzione immediata? Su questo aspetto, chiedono chiarimenti pubblici e trasparenti. La nota affronta anche il tema, politicamente delicato, dell’assenza della minoranza all’ultimo consiglio comunale. Una scelta che Uniti per Castelguglielmo definisce “responsabile e ponderata”, maturata dopo ripetuti episodi che, a loro avviso, hanno progressivamente svuotato il consiglio del suo ruolo democratico. Secondo la minoranza, ai consiglieri di opposizione è stato più volte impedito di intervenire durante le sedute, con la motivazione della non pertinenza degli interventi. E’ stata inoltre contestata la decisione di eliminare il punto “varie ed eventuali” dall’ordine del giorno, definito dal sindaco come uno spazio riservato esclusivamente a sé stesso.

Particolarmente critico anche il mancato confronto pubblico su temi strategici come varianti urbanistiche e impianti fotovoltaici. Le richieste di incontri con i cittadini, avanzate dalla minoranza, non avrebbero mai trovato accoglimento. “Viene da chiedersi - osservano - se il vero problema non sia il timore di dover rispondere alle domande dei cittadini”. Inoltre, in vista dell’ultimo consiglio, la segretaria comunale aveva segnalato l’invio tardivo della documentazione di bilancio e la possibilità di ricorrere all’esercizio provvisorio.

La minoranza ha valutato che questa scelta avrebbe solo creato disagi agli uffici comunali, senza benefici concreti per il paese, decidendo quindi di non partecipare alla seduta. “Non è stato un gesto di disinteresse - concludono i consiglieri - ma un atto di responsabilità. Oggi però il problema resta: senza confronto, trasparenza e rispetto del ruolo della minoranza, il consiglio comunale rischia di diventare un semplice passaggio formale, lontano dai cittadini e dai loro reali bisogni”.

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