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LOREO

“Il momento di cambiare è arrivato”

Attacco al sindaco dal movimento "No Pfas"

“Il momento di cambiare è arrivato”

“Il momento di cambiare è arrivato”. È il messaggio che accompagna la presa di posizione congiunta del comitato No Pfas nel Delta del Po e dalla Rete dei comitati polesani a difesa della salute e dell'ambiente, intervenuti nuovamente sul progetto per la realizzazione dell’impianto di trattamento dei fanghi nell'area Aia di Loreo, attualmente sottoposto a procedura regionale di valutazione ambientale.

“Già tutte le amministrazioni comunali del Delta e anche la città di Cavarzere, associazioni ambientaliste e imprenditoriali agricole e migliaia di cittadini hanno dichiarato la propria contrarietà al progetto - spiegano - L'unico che nel Delta ancora sostiene l'impianto è il sindaco di Loreo Moreno Gasparini, che è anche il presidente dell'ente Parco del Delta del Po veneto. È evidente che, per tale ragione, il suo ruolo di presidente sia ormai divenuto incompatibile”. L'impianto, destinato al trattamento di fanghi civili e industriali potenzialmente contenenti Pfas, dovrebbe sorgere in un'area di transizione inserita nella Riserva della Biosfera Mab Unesco del Delta del Po, contesto ambientale particolarmente fragile.

“Un’opera che mette a serio rischio l’ambiente del Parco del Delta del Po, la salute di chi vi abita e l’economia agricola, turistica e ittica”. I comitati ricordano, inoltre, che la presidenza del Parco risulterebbe scaduta. “É per questa ragione che abbiamo deciso di inviare una mail come cittadini, come figure istituzionali e dell'imprenditoria del Delta al presidente Stefani e all'assessore all'ambiente Elisa Venturini perché non riconfermino in questo importante incarico il sindaco Gasparini - spiegano -. Basta ambiguità. Chi non ha a cuore il Delta del Po non può presiedere l'ente che dovrebbe difenderlo e promuoverlo. Chiediamo alla politica regionale il coraggio e la forza di dare una svolta e un segnale deciso di vicinanza al territorio nominando un presidente diverso e che non svenda questa terra”.

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