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CEREGNANO

“Noi, guardiani dell’ambiente”

Orgoglio e tradizione alla cena dei cacciatori. Tanti gli argomenti al centro del dibattito

“Noi, guardiani dell’ambiente”

Orgoglio e tradizione alla cena dei cacciatori. Tanti gli argomenti al centro del dibattito

Si è svolta giovedì 2 aprile, presso il Ristorante “Al Viandante” di Ceregnano, la tradizionale cena organizzata dalle associazioni Acv, Confavi, Acr e Fcr per riunire soci, simpatizzanti e rappresentanti del mondo venatorio e agricolo del polesine.

Un appuntamento che, anno dopo anno, mantiene intatto lo spirito di condivisione, confronto e identità territoriale che lo contraddistingue. A fare gli onori di casa è stato Daniele Ceccarello, presidente della sezione di Adria, figura storica della politica polesana e del panorama venatorio. Accanto a lui sono intervenuti il deputato europeo Sergio Berlato, il presidente regionale Acv Umberto Venturini, la presidente nazionale Confavi Giulia Sottoriva, i rappresentanti della segreteria provinciale di Rovigo Enrico Pasello e Franco Guida, oltre all’avvocato Barnaba Busatto.

L’incontro ha affrontato temi centrali per il futuro del territorio. Dalla bozza del nuovo calendario venatorio 2026/2027 alla caccia in deroga, dalle gare cinofile alle procedure di semplificazione per le autorizzazioni, fino agli aggiornamenti relativi alla scuola di caccia e agli esami. Argomenti che hanno generato un ampio dibattito, segno di una comunità attenta e partecipe. La serata, tuttavia, non si è limitata agli aspetti tecnici ma, come emerso chiaramente dagli interventi, l’attenzione principale è stata dedicata all’ambiente, inteso come patrimonio culturale oltre che naturale.

L’onorevole Piergiorgio Cortelazzo e l’onorevole Berlato hanno sottolineato il valore delle radici polesane, ricordando come agricoltura, caccia e pesca siano state per secoli attività identitarie di una terra un tempo relegata nel “cono d’ombra” dello sviluppo, con il vertice a Milano e la base lungo la costa adriatica. Oggi quel cono d’ombra non c’è più, ma la sfida resta quella di proteggere le peculiarità del territorio, minacciato da specie alloctone invasive che mettono a rischio colture, aziende e persino la sicurezza delle persone.

Da qui l’appello a una gestione faunistica moderna, rispettosa degli equilibri naturali ma capace di intervenire con decisione. Non è mancato uno sguardo al settore agricolo, definito un comparto in sofferenza e bisognoso di risposte concrete. Risposte che, come hanno notato molti dei presenti, giunti anche da Treviso, Vicenza, Padova e Verona, sono arrivate con chiarezza, confermando la volontà del polesine di difendere la propria storia senza rinunciare a costruire il proprio futuro. La cena, come da tradizione, è stata accompagnata da piatti a base di selvaggina offerti dai soci: lepre, anatre, oche e altre specialità. Una scelta non casuale, che ha trasformato l’incontro in una celebrazione autentica dell’identità rurale polesana.

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