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L'immobilismo ha impoverito la città <br/> l'appello di Belloni e Gambato

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ROVIGO - Decine di milioni di euro. E’ questo il conto che l’economia del territorio presenta al tavolo dell’immobilismo. Sono le cose che si sarebbero potute fare in questi oltre nove mesi di commissariamento, e nei precedenti mesi di impasse, e che sono invece rimaste ad ammuffire nei cassetti della politica. Perché - come spiega il presidente della Camera di Commercio Lorenzo Belloni - “dire che la città è senza guida da un anno è un eufemismo. Sono diversi anni che siamo in questa situazione, a causa di una (ex) maggioranza ostaggio di grandi divisioni. E il mio timore è che anche il prossimo sindaco incontri gli stessi problemi, finendo col durare poco”.

E’ proprio la Camera di Commercio ad aver fissato in “diverse decine di milioni di euro” i danni dell’immobilismo. Si tratta delle “ricadute immediate per le nostre imprese di alcuni provvedimenti mai attuati: il trasferimento dell’università in centro, il potenziamento del Censer con una vera guida politica, il rilancio dell’Interporto che da tempo una guida non ce l’ha, e la fusione tra Polesine Acque e Cvs”. Un esempio? “Cvs (che gestisce l’acqua nella Bassa Padovana, ndr) fa oltre 15 milioni di euro di investimenti l’anno. Da noi praticamente non se ne fanno. Mettendo assieme i due soggetti, qualcosa inizierebbe a muoversi anche qui”, dice Belloni.

Che poi mette sul tavolo una mossa che potrebbe risolvere tre problemi: dare una risposta alle richieste del commercio del centro, recuperare un immobile in disuso e far ripartire l’economia. “Senza un grande parcheggio, vicino al centro, non usciamo da questa situazione. D’accordo, le casse del comune sono vuote, ma si può lavorare in project financing. L’area giusta, poi, ci sarebbe: è quella della caserma Silvestri. E’ tempo di attuare sinergie”.

D’altro tenore, il commento di Gian Michele Gambato, numero uno di Unindustria Rovigo. “Non do suggerimenti ai candidati sindaco. Certo che i problemi esistono, ma saranno affrontati dal nuovo primo cittadino, a partire dal giorno dopo le elezioni”.

Una cosa, comunque, Gambato la dice: l’università va portata in centro, anche per creare quell’effetto “trascinamento” che farà la differenza nell’aiutare il cuore della città a risollevarsi. “L’importante è che si facciano proposte razionali, coerenti e realizzabili in un arco breve. Di sogni e voli pindarici in questo momento non abbiamo bisogno”.

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