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Forza Italia, sondaggio segreto<br/> per dire no a Lega e Bergamin

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Massimo Bergamin

ROVIGO - Mettiamoci il cuore in pace. Forza Italia non deciderà nulla fino a sabato. Trattandosi del 25 aprile, poi, altamente probabile che tutto slitti tutto a lunedì. Insomma, ci aspetta un’altra settimana di passione, incertezze e discussioni. Che però non porteranno a nulla: i forzisti, infatti, stanno facendo di tutto per rimandare il momento della scelta all’ultimo minuto utile. Che scoccherà soltanto sabato mattina, quando il sondaggio, commissionato dal direttivo azzurro, sarà ultimato.

Per il momento, però, è già disponibile una prima proiezione, elaborata dopo 600 interviste sulle 1.200 programmate. E i risultati sono sorprendenti. Secondo questa indagine, infatti, Forza Italia sarebbe il secondo partito in città, e avrebbe accesso diretto al ballottaggio contro Nadia Romeo. Ad una condizione: correre da soli, con Valter Roana come candidato sindaco.

Ed ecco tutti i dubbi della Forza Italia rodigina tornare a galla. In questo senso, quella di sabato scorso è stata una giornata campale. Al mattino, il gruppo dirigente del partito ha incontrato il coordinatore regionale Marco Marin, che ha esercitato forti pressioni per convincere gli azzurri di casa nostra a tornare sui propri passi e firmare il patto con la Lega sulla falsa riga di quanto fatto in regione. Se il nome di Luca Zaia, però, non è in discussione, quello di Massimo Bergamin, a Rovigo, suscita qualche mal di pancia.
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E così, sabato sera, alle 21, cena (quasi) carbonara alla Piccola Bottiglieria di Concadirame. Al tavolo, il coordinatore provinciale Bartolomeo Amidei, quello comunale Ezio Conchi, il responsabile della campagna elettorale Alberto Zuolo e il candidato sindaco in pectore Valter Roana. Sul tavolo, na posizione chiara: no, no e ancora no; con Bergamin non ci vogliamo andare. Una scelta - dicono dal partito - di fronte a cui non c’è Marin che tenga: “Solo Rovigo decide per Rovigo, abbiamo le mani libere”, la posizione che trapela.

E qui rientra in gioco il sondaggio. Secondo l’indagine, infatti, Forza Italia da sola vale - come detto - il 13%. Un dato che metterebbe Fi davanti a tutti gli altri, Pd escluso, garantendo l’accesso al secondo turno. Se invece Forza Italia dovesse ingoiare il rospo e fare di nuovo rotta sulla Lega (e sul suo candidato) le intenzioni di voto a favore del partito azzurro precipiterebbero al 9%, oltre a mettere Fi in posizione di suddittanza rispetto ai padani.

Secondo la stessa indagine, poi, la Lega Nord di Bergamin sarebbe accreditata al 9%, esattamente a pari con i tosiani guidati da Emanuela Munerato. I Cinque Stelle di Vernelli sarebbero al 7%, dietro ad Avezzù, che può contare su un mezzo punto percentuale di margine. E ancora: exploit di Silvia Menon, accreditata al 7% con la sua civica personale, mentre Gianni Saccardin e la sua Presenza Cristiana sono dati al 2,5%, in netta perdita rispetto al risultato 2011. Secondo questo sondaggio, la coalizione guidata da Nadia Romeo si fermerebbe al 32%, un dato abbastanza basso, che lascerebbe al centrodestra la speranza di una rimonta al secondo turno.

Da questi numeri, e dalla rilevazione finale - che sarà pronta venerdì pomeriggio - passa tutto quanto. Poi, tra la fine di questa settimana e l’inizio della prossima, la scelta definitiva. A quel punto, resterebbero soltanto otto giorni per raccogliere le firme e presentare la lista: il termine per il deposito, infatti, è fissato a mezzogiorno del 2 maggio.

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