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Voti annullati, la prefettura sentenzia <br/> "Fatto quanto previsto dalla legge"

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ROVIGO - Si diceva “molto, molto arrabbiato” ieri mattina il prefetto di Rovigo Francesco Provolo. Parlava dei problemi nel conteggio dei voti, ce l’aveva con i presidenti dei seggi “incriminati”.

“Li segnalerò alla Corte d’Appello”, minacciava. Ma quando a metà pomeriggio la commissione circondariale ha incredibilmente deciso di buttare nel cestino 978 schede, la prefettura ha fatto marcia indietro e scelto una linea soft.

“Le regole sono queste. Sono cose già successe da altre parti. Funziona così, chi si sente danneggiato può fare ricorso”: a cercare di gestire la patata bollente è il vicario Carmine Fruncillo.

A presentare ricorso al Tar - spiega Fruncillo - sono però soltanto i candidati. I dieci aspiranti sindaco e i 549 che concorrevano per un posto in consiglio comunale. Soltanto loro sono ritenuti parte in causa. Quei quasi mille rodigini il cui voto è stato buttato via, invece, non potranno fare nulla direttamente. Possono, al limite, “fare un’azione popolare, a difesa della democrazia, qualora ritenessero che qualcuno tra gli eletti non ne abbia titolo”.

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