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Profughi, altri venti arrivi in Polesine <br/> timori per le condizioni sanitarie

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Altri venti profughi. E in Polesine i richiedenti asilo ospitati nelle varie strutture salgono a 260.
L’attenzione è rivolta alla prevenzione, anche dal punto di vista sanitario. Il caso di scabbia riscontrato l’altro giorno ha portato alla disinfezione dei locali della questura. Ma anche alla protesta da parte dei poliziotti, che vivono con malessere le condizioni di lavoro in cui devono operare. “Questa non è accoglienza umanitaria, ma disumana - tuona Fabio Ballestriero, responsabile del Sap, sindacato di polizia - I controlli sanitari andrebbero fatti sui punti di sbarco in Italia. E fatti bene, non come spesso avviene sui luoghi di sbarco, in modo sommario”.
Tutti i dettagli sulla Voce in edicola giovedì

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