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Bressanin boccia l'idea Rovigo Sud <br/> "Basta nuove aree commerciali"

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03/07/2015 - 12:00

di Marco Randolo

ROVIGO - Bene su telecamere e Corso del Popolo aperto al traffico; male, malissimo sulle tasse. E un avviso, chiaro: fermate e cestinate l’ampliamento commerciale noto come “Rovigo Sud”. Confesercenti fissa i paletti e avvisa il sindaco Massimo Bergamin: non saranno tollerate nuovi insediamenti fuori dal centro.

Primo Vitaliano Bressanin, perché un’associazione di categoria come quella di cui è presidente si mette di traverso alla creazione di un nuovo parco commerciale? Non è un controsenso?

“La nostra posizione non ha l’obiettivo di frenare la libertà d’impresa, quanto invece quello di evitare una diffusione caotica e disordinata sul territorio di nuovi insediamenti commerciali che scaricano sulla collettività impatti ambientali e viabilistici che indeboliscono le aree commerciali consolidate: penso a quella del centro storico, quelle delle frazioni e dei quartieri”.

Il vostro, quindi, è un no a Rovigo Sud…

“Chiediamo al sindaco e all’amministrazione di escludere lo sviluppo o l’ampliamento di nuove aree e addensamenti commerciali. Noi vorremmo piuttosto che il comune puntasse sul consolidamento degli insediamenti esistenti, migliorando la qualità dello spazio pubblico, assicurando efficienti servizi di manutenzione delle aree e degli immobili pubblici e privati e facilitando l’accessibilità a tali aree”.

Fin qui le idee. Ma praticamente cosa bisognerebbe fare?

“Si potrebbe elaborare una sorta di mappa del centro, con l’indicazione delle unità edilizie in cui è possibile svolgere attività commerciali. A questo punto, si dovrebbero verificare le destinazioni d’uso dei locali al piano terra, favorendo interventi di trasformazione edilizia tali da consentire la sequenza dei fronti commerciali, almeno in centro. Poi c’è la questione dell’università, da portare a palazzo Angeli; della caserma Silvestri, per cui auspichiamo un ‘concorso di idee’; e della piazzetta Annonaria su cui abbiamo già elaborato un progetto di recupero, che prevede la valorizzazione del sito per eventi e manifestazioni”.

Poco fa si parlava di viabilità: qual è la vostra posizione sul Corso del Popolo?

“C’è bisogno di un nuovo schema di circolazione per il centro, che consenta di migliorare la viabilità. E’ poi da avviare una azione di reperimento e regolamentazione di nuove aree di sosta gratuita a servizio del centro. Sarebbe utile, in questo senso, l’installazione di un sistema dinamico di indirizzamento dei parcheggi lungo le principali vie di accesso, che guidi gli utenti al parcheggio più vicino alla loro destinazione”.

Cambiamo argomento: sul fronte sicurezza, il sindaco batte forte sul potenziamento della videosorveglianza. Che ne pensate?

“Attualmente questo è considerato uno degli strumenti principali di contrasto ai fenomeni di criminalità. Crediamo dunque si debba favorire l’adozione di una piattaforma condivisa per la gestione integrata dei sistemi di videosorveglianza”.

Il comune è in ritardo sul fronte della programmazione estiva. La giunta ha appena iniziato a lavorare, e la situazione di cassa è quella che è: il risultato è che le iniziative sono in mano soltanto alla “buona volontà” dei privati. Che ne pensate?
“C’è l’assoluta necessità valorizzare, promuovere e comunicare efficacemente le iniziative che si svolgono in centro. Per questo, bisogna saper programmare per tempo tutte le iniziative che si intendono organizzare attraverso il coordinamento del calendario del centro, da portare avanti assieme, associazioni e comune”.

Oltre a questo, cosa può fare il comune per sostenere il commercio in un momento così difficile?

“Contribuire a ridurre i costi per le imprese derivanti da procedimenti amministrativi non efficienti. Come Confesercenti, chiediamo di avviare un piano di verifica dei procedimenti che fanno capo al comune e di semplificarli: pensiamo, per esempio, al problema dei plateatici. Le risorse così liberate potrebbero consentire una diminuzione delle fiscalità locale: Tasi, occupazione di suolo pubblico e simili hanno raggiunto limiti insopportabili per le imprese commerciali. Inoltre, bisognerebbe definire nuove forme di sostegno ai consorzi fidi per rendere più facile l’accesso al credito: il rischio usura è sempre dietro l’angolo”.

E per le frazioni?

“Nelle frazioni, ma anche nei quartieri della città, il commercio al dettaglio rappresenta un elemento importante di servizio per i cittadini. Le scelte di natura urbanistica avranno ricadute proprio sulla tenuta di questa rete di esercizi commerciali. Secondo noi, per sostenere il commercio nelle frazioni bisogna offrire sgravi o incentivi rispetto alle tasse comunali”.

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