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Il vescovo si è scusato coi sacerdoti <br/> ma il Vaticano pensa a sostituirlo

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15/07/2015 - 12:00

di Luigi Ingegneri

ROVIGO - Pace fatta tra vescovo e sacerdoti? Pare di sì, ma con Lucio Soravito de Franceschi costretto ad andare a Canossa, e chiedere scusa ai preti polesani.

E’ questa la clamorosa svolta emersa dall’incontro di lunedì scorso, quando il capo della diocesi di Adria e Rovigo ha chiamato a raccolta i presbiteri a seguito del putiferio scatenato dalla quella sua lettera che doveva restare riservata, e che invece è approdata sulle colonne della “Voce”.

Sull’incontro dell’altro giorno regna il massimo riserbo, quasi una cortina di ferro ancora più rigida rispetto a qualche giorno fa. A malapena, dunque, si viene a sapere che erano presenti una quarantina di preti: non pochi considerato che l’incontro è stato organizzato nel giro di 48 ore.

Tuttavia qualche spiffero c’è sempre e così si apprende che il vescovo si è scusato con i sacerdoti per le parole “forti” di quella lettera, frutto - ha spiegato - di un momento di profonda umana amarezza.

Più di qualcuno avrebbe espresso profondo rammarico per il fatto che una lettera personale arrivata ad un sacerdote dal proprio vescovo sia finita sulle pagine del giornale.

Malumori che sembrano essere arrivati anche nelle segrete stanze del Vaticano al punto che già circola la voce secondo la quale a Roma si starebbe pensando ad una fase di transizione affidando la guida della diocesi, in qualità di reggente, ad Adriano Tessarollo, vescovo della “vicina” Chioggia, molto apprezzato per il suo tratto umano.

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