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Asm Set, bufera sul sindaco <br/> "Munerato: "Fuori le carte"

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06/08/2015 - 13:00

di Marco Randolo

ROVIGO - Fuori le carte, tutte e subito. E’ quello che chiede la senatrice tosiana Emanuela Munerato riguardo l’affaire Asm Set-Elektra, che ha portato sette persone, Nello Chendi, il direttore Massimo Nicoli e il sindaco di Bagnolo di Po Pietro Caberletti e la presidente Ascom Elena Grandi, Thomas Carraro, Enrico Taschin e Nicola Masiero, a finire nel registro degli indagati. Nel mirino della parlamentare, però, c’è soprattutto il sindaco di Rovigo Massimo Bergamin, che è succeduto a Chendi alla guida dell’azienda del gas, partecipata al 51% da Asm (e quindi dal comune) e al 49% da Ascopiave.

“Fuori le carte di Asm Set! Bergamin nel 2013 era presidente della Set e le carte non le ha portate in consiglio comunale. Ora è sindaco. Non può più fare finta di niente”, tuona la senatrice Munerato. Un attacco (anche) politico, nell’eterno braccio di ferro tra tosiani e Lega Nord.

“Non sono neanche sfiorato da questa inchiesta. Non sono stato perquisito, non ho ricevuto informative. Insomma, non c’entro nulla, perché tutto è riferito ad un periodo precedente rispetto alla mia presidenza”, la risposta a distanza del primo cittadino.

Un affondo che fa perdere la pazienza al sindaco. “La Munerato - replica Bergamin - dice il falso, e manca di rispetto non tanto a me quanto al sindaco di Rovigo, come figura istituzionale. Non mi interessa quello che dice: non è un mio interlocutore politico. Se ha qualcosa da dirmi, prenda appuntamento come fanno tutti i cittadini, la riceverò”. Ma è chiaro che attorno al caso Asm Set, la battaglia, oltre che legale, è ormai anche politica.

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