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Scuole, campanella d'allarme <br/> gli edifici del centro da bocciare

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12/08/2015 - 11:30

di Riccardo Rocca

ROVIGO - Mancano ormai circa quaranta giorni al suono della prima campanella del nuovo anno scolastico. Ma, anche se è periodo di ferie, non si possono dimenticare i gravi problemi che le scuole presentano non solo a livello nazionale ma anche nella nostra città.

L’istituto professionale Marchesini, l’Ipsia, con sede in Commenda, è un chiaro esempio di come l’edilizia scolastica sia capace di stupire e di offrire un luogo accattivante agli studenti ma debba fare i conti con un marciapiede assolutamente precario.

L’altro plesso dello stesso istituto, l’Itis Ferruccio Viola di via De Gasperi, mantiene la stessa filosofia di mancata riqualificazione dello stabile il quale inoltre risulta poco visibile dalla strada data la mancanza di segnaletica.

A fianco, il liceo scientifico Paleocapa invece gode di una posizione e di un’architettura che lo rende subito identificabile e di gradevole aspetto.


Spostandoci verso il cento città si notano le strutture che presentano maggiori problemi sia a livello strutturale sia di servizi per gli studenti della provincia. Un esempio è il liceo Celio che, assieme al distaccamento di palazzo Campo, si affaccia direttamente sulla strada determinando un grave pericolo soprattutto in caso d’emergenza, come visto durante il terremoto del maggio 2012. Da aggiungere anche la mancanza di un parcheggio gratuito e comodo nei pressi delle scuole e di un collegamento con mezzi pubblici.

La situazione si presenta abbastanza simile anche all’istituto per geometri Bernini e al liceo Roccati, quest’ultimo parte dello stesso plesso del Celio.
Il nostro viaggio nelle scuole cittadine si chiude con l’istituto De Amicis, che mostra i segni del tempo con le pareti annerate dallo smog e dalla manutenzione che sembra essere assente.

A tirare le somme della situazione degli istituti superiori della città, sembra che gli interventi maggiori di cui c’è bisogno siano quelli di sistemazione degli edifici e di ricerca di soluzioni per i problemi legati alla viabilità; il tempo per fare ciò in vista del ritorno in aula sembra poco come anche le risorse economiche che sono imprigionate nelle maglie della burocrazia italiana.

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