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Ridotti alla fame dalla burocrazia <br/> la testimonianza di un cassintegrato

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Simone Paparella (a sinistra) con il segretario Fiom-Cgil Paolo Zanini

26/08/2015 - 06:00

Da otto mesi interi senza vedere un solo euro. Per colpa della burocrazia. E’ la drammatica situazione di Simone Paparella, 44 anni, di Villadose. Ma non l’unica. Sono decine i casi come il suo, in Polesine ma non solo. Di certo, è il dramma che stanno attraversando i circa 50 dipendenti della Zta, la fabbrica metalmeccanica di via Grandi. Dove, a dicembre, è scaduto il primo anno di cassa integrazione.
Ma la richiesta per il rinnovo dell’ammortizzatore sociale, da ormai otto mesi pieni, giace inevasa nel cassetto di qualche ministero. Intanto, Simone avanza circa 4mila euro, che però non arrivano. E le banche non anticipano niente, perché sono ancora esposte di una mensilità rispetto alla procedura precedente. Il guaio è che, in questo caso, i ritardi della burocrazia hanno una ripercussione diretta sulla vita di decine di persone e famiglie. Con risvolti spesso drammatici.
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