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I 100 giorni della ruspa Bergamin <br/> tra diverse cose fatte e altre da fare

Comune

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23/09/2015 - 10:00

di Alberto Garbellini

ROVIGO - I suoi primi cento giorni. La data fatidica, usata come primo intervallo temporale per misurare l’azione amministrativa, il sindaco Massimo Bergamin lo taglia oggi.

Fra le primissime azioni portate a termine, pochi giorni dopo aver preso le chiavi del palazzo, c’è sicuramente la riapertura del Corso del Popolo. L’aveva annunciato in campagna elettorale. Un’iniziativa attesa dal mondo del commercio, e, a conti fatti, a costo zero. Traffico automobilistico, quindi ampliato nei giorni feriali, e bloccato nei festivi e nelle ore serali.

Stando al tema della viabilità il sindaco, a luglio, ha messo le mani anche su viale Trieste, rimuovendo il tappo che si era creato su largo Luccotti dopo il cambio di senso di marcia disposto dal commissario prefettizio. Viale Trieste però resta una incompiuta in quanto il senso di marcia della via è ancora sotto sperimentazione e portatore di polemiche e disagi al traffico.


Altro provvedimento adottato dal sindaco, e questo nei primi giorni del suo mandato, è lo stop al processo di fusione fra Ecoambiente e Consorzio Rsu. Ha chiesto che il vertice provvisorio (i revisori dei conti) della partecipata che si occupa di rifiuti portasse avanti solo l’ordinaria amministrazione. Una mossa che però ha innescato polemiche e la cosiddetta guerra dei rifiuti con una parte dei sindaci polesani in lotta col Consorzio Rsu e che puntano a ridimensionare il progetto della nuova discarica di Villadose.

Timbro “fatto” anche sull’Iras. L’altroieri Bergamin ha nominato il nuovo cda, che poi ha eletto Fabiano Rizzo presidente. Anche in questo caso, però, non mancano le polemiche proprio relativamente alle persone nominate. Altra nomina del sindaco, la scelta del nuovo segretario generale, Maria Cristina Cavallari, che ha sostituito, al vertice della piramide dirigenziale del comune, Michela Targa.



In questi primi 100 giorni, però, non sono mancate le tensioni politiche all’interno della maggioranza. Prima con Forza Italia per la scelta dei nuovi assessori e poi per la presenza in giunta di Andrea Donzelli, ritenuto in contraddizione con la linea della maggioranza sui profughi. E proprio sul tema profughi il sindaco si è ritrovato a “subire” le collocazioni di immigrati sul proprio territorio.

Fibrillazioni con i partiti di centro, poi, sul caso Anci, che hanno costretto il sindaco a fare marcia indietro, almeno per ora, sull’uscita del comune dall’Associazione dei comuni. Tensioni anche per la nomine negli enti di secondo grado, con Presenza Cristiana che ha storto il naso per le decisioni sull’Iras.

Fra le cose fatte, oltre al bilancio di previsione 2015, anche l’asfaltatura di diverse strade, i lavori in alcune fontane. E ancora l’ordinanza per la copertura della fossa all’ex Gabar ed altri provvedimenti per eliminare il degrado. Infine lo sgombero dell’ex ospedale Maddalena, spesso usato come ricovero abusivo di nomadi e sbandati.

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