you reporter

I piccoli comuni dettano legge<br/> per il nuovo cda di Ecoambiente

Rifiuti

47713

05/10/2015 - 10:00

di Marco Randolo

ROVIGO - La maggioranza fa quadrato attorno a Massimo Bergamin, ma i sindaci della provincia vanno dritti per la loro strada e si preparano a “nominare” di fatto due consiglieri di amministrazione su tre di Ecoambiente. L’ultimo posto, e la relativa carica di presidente, sarà invece lasciata libera per palazzo Nodari. A meno che i rapporti tra i due lati del Polesine, palazzo Nodari da una parte e resto della provincia dall’altra, non precipitino.

Bergamin, ormai, è all’angolo. E dopo essere stato messo in minoranza dai sindaci dei “piccoli” comuni rischia di perdere anche l’ultimo alleato: Adria, a quanto pare, starebbe rivedendo la propria posizione, pronta a sposare - visiti i rapporti di forza - la posizione della maggioranza. Del resto, sono almeno trenta i comuni che si sono dissociati dalla linea di Rovigo. Senza distinzione di colore politico: dalla stessa parte della barricata, infatti, si ritrovano il centrodestra di Villadose, Ceregnano e Ceneselli, i tosiani di Lusia e il centrosinistra (una volta tanto) compatto.

L’accusa a Bergamin è quello di aver voluto fare troppo di testa sua, senza condividere il percorso con gli altri sindaci. “Un atteggiamento arrogante”, bolla Marco Trombini. Che spiega: “Non possiamo accettare che il sindaco di Rovigo continui a definire ‘illegali’ le posizioni da noi sostenute. E’ una forzatura che non ci sta bene. D’accordo al confronto, anche vivace, ma il suo è stato un errore d’approccio che lo ha portato a perdere numerosi alleati”.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Cambia le impostazioni sulla privacy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl