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Cinque pakistani ospitati<br/> nella sede di Rifondazione

Emergenza

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09/10/2015 - 11:00

ROVIGO - Il “miracolo” che la farraginosa “macchina degli aiuti” non è riuscita a fare, la stanno facendo le più snelle e certamente più volenterose realtà cittadine.

Dalla scorsa notte, infatti, cinque richiedenti asilo pakistani, da mesi abbandonati a se stessi, privi di qualsiasi assistenza, costretti a dormire alla stazione dei treni, sono stati accolti nella sede di Rifondazione comunista, di corso del Popolo in centro a Rovigo.

Una mossa umanitaria, ma anche politica, comunicata con un lancio stampa che sottolinea quello che l’amministrazione di centrodestra ancora non è riuscita a fare e nemmeno le istituzioni: “Una scelta necessaria, una risposta di civiltà di fronte all'indifferenza delle istituzioni, del comune e della prefettura”.

Nel frattempo la lenta macchina amministrativa temporeggia ancora “per trovare una soluzione e attivare un programma di assistenza a lunga scadenza per i profughi pakistani”. Almeno per quelli che sono affetti da scabbia e costretti a dormire nella hall della stazione.

L’assessore Beatrice Di Meo, dopo il tavolo con le associazioni coinvolte aperto martedì scorso, è ancora in fase di “colloqui”. “Mi sto muovendo per le vie consentite, per dare un aiuto almeno ai quattro o cinque pakistani che costituiscono anche un problema sanitario”.

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