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L'Oms e il bando sulle carni rosse <br/>Moreschi: "E' soltanto allarmismo"

Confcommercio

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30/10/2015 - 11:00

ROVIGO - Le carni venete sono sicure e non c’è un reale allarme sul consumo di bistecche e insaccati, qui da noi. Tantomeno per quanto riguarda il rischio cancro. Lo ribadiscono le categorie dei macellai veneti che rischiano di essere messi in croce dall’allarmismo a seguito della divulgazione degli studi Oms sugli alimenti che provocano il cancro.

Molte sono le critiche sorte nel settore alimentare a seguito dell’inchiesta portata avanti dall’Oms riguardo il pericolo oncogeno che sorgerebbe dall’assunzione di carni rosse e insaccati.

Sulla questione interviene direttamente il presidente della FederCarni - Confcommercio Mario Giuliatti, il quale esprime il suo disappunto sulla questione, evidenziando come si sia scatenata una “criminalizzazione dannosa e ingiustificata” nei confronti della carne.

Il presidente polesano Giovanni Moreschi è dello stesso avviso e si dimostra sicuro della genuinità della carne italiana presente nelle macellerie del territorio, i cui dati di provenienza sono consultabili e chiari e sottolinea che l’assunzione moderata della carne fa bene.
Il nodo è proprio qui. Il consumo medio italiano e veneto di carni lavorate e carni rosse non è nemmeno paragonabile a quello degli Usa o a quello Australiano, dove si esagera. Di conseguenza la carne si può mangiare sempre seguendo il buon senso e le dosi consigliate dalla piramide alimentare pubblicata anche sui siti delle Ulss.

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