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Carcere, ambulatorio in cella <br/> ma detenuti con la televisione

Rovigo

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Il nuovo carcere di Rovigo

28/04/2016 - 07:00

Ancora una bufera sul nuovo carcere di Rovigo: gli uffici per gli agenti di polizia penitenziaria non sono pronti, la mensa ancora non c'è, addirittura l'infermeria del carcere è ricavata in una cella, ma i detenuti hanno la televisione.



Non è ancora a pieno regime, per quel che riguarda la capienza dei reclusi, e il nuovo carcere di Rovigo, costato quasi 30 milioni di euro, è già sommerso da polemiche e polveroni. Fra le più clamorose quella relativa all'allestimento delle celle dei detenuti.



Attualmente la popolazione carceraria della struttura che sorge lungo la Tangenziale est è formata da 25 persone, i detenuti sono suddivisi a due a due in una dozzina di celle, tutte con la loro tv funzionante. Di sicuro questa non è una delle priorità, sia per gli stessi detenuti che per l'insieme dei servizi.



L'elenco delle cose che non vanno è lungo, ed è stato sollevato dai sindacati della polizia penitenziaria nei giorni scorsi. Fra questi anche il servizio di infermeria, per ora l'ambulatorio costruito all'interno della casa circondariale non è ancora operativo, mancano l'omologazione e parte delle attrezzature. E così medici e infermieri hanno dovuto ricavarsi uno spazio temporaneo all'interno di una cella, allestito con lettino, luci e l'occorrente per un ambulatorio da campo.



Il caso è finito direttamente a Roma, a Palazzo Madama, grazie all'interessamento dei senatori polesani Emanuela Munerato (Fare) e Bartolomeo Amidei (Fi).



Il servizio completo in edicola nella Voce di giovedì 28 aprile

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