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Taglio di Po, le nutrie “costano” 2mila euro

Il caso

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28/07/2016 - 10:36

TAGLIO DI PO - “E’ paradossale che un’amministrazione che tenta di difendere il proprio territorio dalle nutrie, si trovi poi messo alla berlina da un’associazione che probabilmente neanche conosce i problemi del territorio!”.



E’ questo l’amaro sfogo del sindaco di Taglio di Po Francesco Siviero all’indomani della sentenza pronunciata dal Tar del Veneto che, accogliendo il ricorso presentato dall’Associazione Vittime della Caccia, ha condannato il Comune di Taglio di Po a pagare circa mille euro all’associazione per le spese del giudizio oltre oneri e accessori come per legge e al contributo unificato di 650 euro, per un totale di circa 2mila euro.



Motivo della condanna: l’annullamento dell’ordinanza emessa dal Comune di Taglio di Po il 14 luglio 2015 avente ad oggetto la cattura e la soppressione delle nutrie tramite gabbie trappola. L’associazione aveva presentato ricorso e il Tar le ha dato ragione, sostenendo che il Comune avrebbe dovuto prima fare un censimento delle nutrie stanziate sul proprio territorio. Inoltre, come recita la sentenza, non c’era evidenza che la presenza di nutrie potesse determinare situazioni di pericolo al traffico veicolare.

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