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Via Calatafimi, davvero una "strada maledetta" fra buche, buio e alta velocità

Dopo l'incidente mortale

29/12/2016 - 21:55

Sul banco degli imputati dopo l’ennesimo incidente in cui mercoledì 29 dicembre ha perso la vita Michele Rossin, un 48enne residente in via Dei Mille a Mardimago, c’è la via Calatafimi. Molti residenti sono costretti, di fatto, ad usarla come una pista ciclabile di fatto, mentre per gli gli automobilisti assomiglia più ad una pista da rally che ad una strada.
Anche se il limite di velocità è di 60 chilometri orari, e le buche costringono a gimcane azzardate su una strada stretta e costellata di voragini, la velocità poi è spesso molto sostenuta.
Ma sul banco degli imputati ci sono soprattutto anni di immobilismo amministrativo: con il "nodo" di via Calatafimi che torna in auge solo in tempo di elezioni, per ritornare nascosta nei cassetti di Palazzo Nodari, il giorno successivo al voto.
“Anni fa il comitato di Mardimago - racconta Marco Vedovetto - fece una proposta per la quale via Calatafimi diventava una pista ciclabile in cui potevano girare solo i mezzi dei frontisti o di chi lavorava la terra intorno. Una proposta mai presa in considerazione”. E su quella strada maledetta, che già è costata al Comune più di una causa (una è ancora in corso) a causa di buche e danni alle auto, gli incidenti si susseguono. E tutti i giorni bici e auto continuano a convivere... pericolosamente.
Sulla "Voce" di venerdì 30 dicembre il servizio completo.

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