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Cur, Scarazzati (Lega consumatori): "Pronti a collaborare"

Università

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Enrico Scarazzati, presidente Lega consumatori Veneto

19/01/2017 - 21:30

La partita del Cur, fra scalate (smentite) da parte di Confindustria e Camera di commercio, e proposte di partecipazione al capitale azionario, come quella presentata da ApiRovigo da cui è partito tutto il dibattito sul futuro dell’Università a Rovigo, continua a tenere banco.



Dopo la “frenata” da parte del vicepresidente di Confindustria, Gianmichele Gambato (“mai pensato ad una scalata”), quella arrivata per via indiretta da parte della Camera di commercio (“Impegno sì, acquisizioni no perché non ci sono i soldi”, in sintesi la posizione di Primo Vitaliano Bressanin, membro della giunta camerale) e la conferma dell’interesse da parte di un gruppo di imprenditori legati a ApiRovigo, fatta ieri dal direttore dell’associazione Raffaele Crepaldi, continuano ad arrivare le prese di posizione. La linea, oramai, è definita, ed è quella portata avanti dal Comune di Rovigo: modifica dello Statuto e coinvolgimento del privato nel capitale del Cur. Coinvolgimento, dunque, che non significa vendita del Consorzio, e neppure della maggioranza del capitale azionario.



Enrico Scarazzati, presidente della Lega Consumatori del Veneto, concorda in pieno con questa ipotesi di lavoro. “Ben venga - spiega - l’intervento dei privati in un mondo così importante come quello dell’Università. Ben venga, così come proposto da ApiRovigo e come spero faranno anche altre associazioni di categoria, attraverso un coinvolgimento nel capitale sociale del mondo economico e senza appesantire ulteriormente i bilanci di enti pubblici ([i]come potrebbe essere la Camera di commercio Ndr[/i])”.



“Da parte nostra - prosegue Scarazzati - diamo la disponibilità, attraverso i nostri professionisti, anche a collaborare attivamente per studiare le modifiche statutarie necessarie per fare questo passo. L’occasione per un’iniezione di creatività e di innovazione nell’ambito dell’Università rodigina non può andare perduta, anche perché si tratta di garantire uno stimolo e una continuità di azione all’università, che è fucina di energie vitali per lo sviluppo e la crescita di tutto il nostro territorio”.



A questo punto la parola passa ai tre soci pubblici (Provincia, Comune di Rovigo e Camera di commercio) cui spetterà - se decideranno di farlo - di studiare e poi dare il via libera alle modifiche di statuto indispensabili per consentire l’ingresso dei privati, siano essi singoli o in gruppo, nel capitale sociale del Cur.



Il servizio in edicola nella Voce di venerdì 20 gennaio

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