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"Sopressa, salama regina", una bontà dai mille segreti

L'iniziativa

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20/01/2017 - 08:30

“Ode alla sopressa, salama regina”. E’ il titolo del libro che, da lunedì 23 gennaio, potrete trovare in edicola, in abbinamento facoltativo con la “Voce” a 5,80 euro più il prezzo del quotidiano. E parlando di sopressa, in Polesine si apre davvero un mondo. Diversi gli ingredienti e diverse le tradizioni di consumo, che cambiano dall’Alto al Basso Polesine, ma tutte concordi nella tipicità e nel gusto particolare del pregiato insaccato.



Più grossa di un normale salame, la sopressa viene lavorata e insaccata artigianalmente durante il periodo invernale e consumato almeno dopo 6 o 7 mesi di stagionatura che, proprio per le dimensioni dell’insaccato, è più lenta di quella di un normale salame. Le carni particolarmente selezionate, conservate all’interno del budello, il particolare processo di lavorazione, una stagionatura più lunga e il clima dei luoghi di produzione, sono le caratteristiche per le quali viene considerata più pregiata di un normale salame.



“Usiamo solo carne ‘buona’, niente muscoli o cotica”, spiega Davide, che da oltre 40 anni prepara in casa, a Ficarolo, salumi di vario tipo per la sua numerosa famiglia e per gli amici. E aggiunge: “La macinatura è uguale a quella del salame ma il budello è più grosso e questo fa passare meno aria durante la stagionatura, mantenendola molto più morbida e con un gusto tendente al dolce”.

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