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Pendolari sul piede di guerra: "5 ritardi a settimana. Inaccettabile"

Il caso

04/02/2017 - 19:18

Pagare tutti i mesi l’abbonamento del treno, per raggiungere ogni mattina il luogo di lavoro, e doversi trovare spesso (e malvolentieri) a spendere pure soldi di benzina, per andare a lavorare in auto a causa dei ritardi delle ferrovie.


E’ la storia di chissà quanti pendolari, in lungo e in largo per la nostra provincia. Ma uno di loro, Mauro Toso, che per lavoro si sposta in treno sulla linea Rovigo-Verona, non ne può più, e ha deciso di prendere carta e penna, e scrivere a Regione, sindaci e persino alla Procura della Repubblica. Mettendo nero su bianco le proprie lamentele.


“Ormai da mesi utilizzare il treno sulla Rovigo-Verona è diventato un calvario”, rivela Toso, residente in un comune dell’Alto Polesine. “Ogni mattina e ogni pomeriggio si vive con l’incertezza di raggiungere il proprio posto di lavoro in orario e soprattutto con l’insicurezza di poter ritornare a casa. Un giorno il treno è in ritardo di 40 minuti, un altro giorno viene soppresso per guasto al treno, il successivo la corsa non viene effettuata per mancanza materiale rotabile”.


“Giusto per dare un’idea - aggiunge - questa settimana per due giorni ho dovuto utilizzare la mia auto per andare al lavoro, altri due giorni ho dovuto prendere il pullman (pagando il biglietto in aggiunta al mio abbonamento ferroviario) per tornare a casa, e un giorno sono arrivato al lavoro con un ritardo di mezz’ora. Cinque giorni di disagio su sei mi sembra una media assurdamente inaccettabile”.


Il servizio completo sulla Voce in edicola domenica 5 febbraio.

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